Secondo il bene informato quotidiano Il Velino, a settembre il senatore Marcello Dell’Utri, chiederà che il Parlamento istituisca una commissione di inchiesta per indagare sulle stradi del 1992.
Questo, precisa il quotidiano, se il PDL, partito a cui Dell’Utri è in forza e di cui per stessa ammissione di Silvio Berlusconi è l’ideatore, non l’avrà fatto collegialmente.
Sempre secondo il Velino, “era ora. È la prima cosa seria che si sente da quando, e sono mesi, persino le procure del professionisti dell’antimafia sono state costrette a riconoscere che le indagini e i processi per la strage di via D’Amelio, dove furono massacrati il giudice Borsellino e gli agenti della scorta, sono falliti e che, dopo diciassette anni, non si conoscono ancora gli esecutori materiali e i veri mandanti e tutti quelli che sono stati finora indagati e giudicati in ben tre diversi processi, con sentenze confermate in Appello e in Cassazione, e condannati all’ergastolo, non sono i veri responsabili. E da quando, invece di fare ammenda delle indagini sbagliate e dei loro clamorosi errori giudiziari e di avviare la revisione dei processi sbagliati, liberando gli innocenti e trovando i veri colpevoli, le stesse procure hanno ripreso a parlare confusamente di “trattative” tra lo Stato e la mafia e hanno ripreso a processare, invece dei mafiosi, i carabinieri che li hanno arrestati”.
Non ce ne voglia Il Velino, ma noi, siciliani, non riusciamo a vederci nulla di buono in questa presunta intenzione del Senatore Dell’Utri.
Il Senatore è stato condannato in primo grado per concorso esterno alla mafia e si sta celebrando il processo d’appello, per il presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ”Il fattore Vittorio Mangano (ergastolo per mafia e addetto alle scuderie di casa Berlusconi ndr) è un eroe” (Repubblica 8 Aprile 2008).
Ed allora ci chiediamo, a cosa serve una commissione d’inchiesta parlamentare se non a metabolizzare una marea di carte per qualche anno per concludere ingloriosamente come tante altre commissioni parlamentari.
A nostro modesto avviso se si volesse debellare la mafia con tutte le collusioni istituzionali, basterebbe la Magistratura, a condizione che non gli si tolgano gli strumenti per indagare e soprattutto che vengano resi noti i documenti ”secretati” dai vari governi, a cominciare dal 1945…
1 commento







Sante parole.
Però ci vorrebbe una magistratura alla falcone e Borsellino………Ma come Pelè e Maradona non è facile che ne rinascano e di questi tempi dove la Partitocrazia e la massoneria impera, i vivai, per i veri talenti giudiziari e investigativi vengono ostacolati e esclusi dalle procure di serie A.