Ed alla fine la quadratura del cerchio che ha consentito alla Giunta regionale di nominare i 17 manager per le ASL siciliane e le aziende ospedaliere.
Addirittura si è pensato di “aprire” all’UDC indicando un manager di fede del partito di Cuffaro, da Salvatore Di Rosa, quale responsabile del polo ospedaliero Cervello- Villa Sofia. Si può dire che Lombardo ha inviato a Cuffaro un chiaro invito per un prossimo rimpasto … natalizio.
A Catania, il Movimento di Lombardo ha fatto il pieno come da previsioni. L’AP è stata assegnata a Giuseppe Calaciura già direttore sanitario dell’Ospedale Garibaldi e dell’Ausl di Enna; Angelo Pellicanò, passa da direttore sanitario del Cannizzaro, direttamente al Garibaldi, Ignazio Tozzo, capo del dipartimento personale della Regione va al Policlinico. Al Cannizzaro va Francesco Poli, consulente di Russo che lo voleva all’AP di Palermo.
Salvatore Giuffrida, è il nuovo manager dell’AP di Messina e Armando Caruso va a fare il direttore generale del Papardo-Piemonte. Il primo di area MPA e il secondo di area AN indicato direttamente da Giuseppe Scalia ex coordinatore regionale di An. Sempre a Messina, l’unica conferma. Al Policlinico resta Giuseppe Pecoraro attuale commissario.
L’AP di Palermo, ex Ausl 6, sarà diretta da Salvatore Cirignotta, un altro magistrato nell’amministrazione pubblica regionale a guida Lombardo. Nomina quasi obbligata per chiudere la lite PDL/MPA.
Al Civico di Palermo nominato Dario Allegra, che lascia la presidenza dell’Amap (l’azienda comunale dell’acquedotto) in area Miccichè.
Mario La Rocca, capo della segreteria tecnica dell’assessore alla Cooperazione Antonino Beninati, su indicazione del presidente dell’Ars Francesco Cascio ma gradito anche al presidente del Senato, Renato Schifani, e al ministro Alfano, andrà al Policlinico come Direttore Generale.
Salvatore Olivieri guiderà l’Asp di Agrigento, andrà, politicamente vicino a Lombardo, dopo un trascorso PDL.
Paolo Cantaro guiderà l’Asp di Caltanissetta, attuale direttore sanitario del Vittorio Emanuele di Catania.
Fabrizio De Nicola, indicato dall’assessore Cimino, è stato nominato all’AP di Trapani.
L’assessore Titti Bufardeci ha indicato per l’ASP di Siracusa Franco Maniscalco.
A Ragusa Ettore Gilotta, uomo dell’Mpa e Nicola Baldari, indicato dal Ministro Alfano, va a Enna.
Sembra di capire che la spartizione non sia stata indolore e Raffaele Lombardo abbia alla fine maramaldeggiato e lasciato all’alleato PDL solo qualche poltrona.
La musica quindi, anche con l’avvento del primo presidente che si richiama all’autonomia, non è cambiata e dal cuffarismo o supposto tale, siamo passati al lombardismo, neanche più mascherato da autonomismo.
1 commento







Caro direttore,
la politica è la nobile arte di governare i popoli ma è anche la non nobile arte di ammiinistrare il potere.
Detto ciò, penso che non bisogna criticare Lombardo per il modo con cui amministra il potere anche perchè in trincea c’è lui, e lui solo, e a modo suo sa come muoversi nel pantano di questo potere partitocratico.
Bisogna criticare Lombardo per le sue scelte sterili e improduttive nell’ambito della gestione delle risorse siciliane.
Lombardo va attaccato perchè potrebbe gestire il suo governo piazzando chi dice lui in progetti produttivi per la Sicilia.
La Sicilia ha bisogno di unità di movimenti sicilianisti e anche se Lombardo non sembra che percorri questa strada non dimentichiamo che Lui è il governatore di una Sicilia che non ha una maggioranza sicilianista.
Credo che dovremmo essere meno giustizialisti e mantenerci critici se vogliamo riscattare le sorti della nostra Isola.
La Sicilia, come insegna la storia, subisce interessi e influenze da troppi poteri nazionali e internazionali, e in un momento storico favorevole come quello odierno comportarci come avversari di noi stessi non farebbe che giocare a favore dei nostri nemici.