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FAS o POR, tutto va bene, purché si possa sprecare. Ecco come è possibile spendere 480 mila euro per … nulla

Mamma Regione ! [1]

Mamma Regione !

La grande battaglia dell’autonomia del governo regionale si è conclusa con l’ottenimento degli agognati FAS. Tutto il can can messo in piedi aveva un fine meno nobile di quello dell’autonomia politica della Sicilia. Svenduta ancora una volta e questa volta da un governo a guida autonomista!

Come si spenderanno i FAS lo sapremo presto, anzi, qualcosa già sappiamo e la vasta paltea di forestali comincia a sfregarsi le mani per la contentezza.

Il problema quindi era racimolare ancora soldi per poter continuare a sperperare senza un vero progetto economico, politico e infrastrutturale.

I soldi in Sicilia si spendono così, senza motivo e come scusa, nel caso che vi andiamo a sottoporre : “…i soldi ce li hanno assegnati, parte sono comunitari e parte regionali, o li spendiamo oppure li dobbiamo restituire” Cosa che sarebbe eticamente ed amministrativa corretta. ” …. Ma così l’anno successivo la Regione rischia di vedersi ridurre i finanziamenti comunitari” . Perchè sarebbe evidente che la Regione è incapace di attuare progetti seri… E qui sarebbe interessante che qualcuno indicasse le singole spese ed i singoli progetti per capire quanti soldi pubblici si sarebbero buttati al mare.

La risposta è dell’Assessorato Cooperazione e Pesca che nel 2009 ha assegnato al Comune di Marsala ben 593 mila,  per “scorrimento della graduatoria”  con l’obbligo di “chiudere” entro il 30 giugno 2009, su un progetto presentato nel 2004 dall’amministrazione di Marsala, dal  Consorzio Universitario di Trapani e dal GAL Lylibeo (disciolto per costituire un soggetto a capitale unico che vede ne di Marsala, per realizzare il progetto “promuovere i prodotti della pesca dell’area del comune di Marsala  e azioni di supporto alle aziende di trasformazione dei prodotti ittici per la certificazione di qualità”.

Logica e sana amministrazione avrebbe dovuto suggerire all’amministrazione di Marsala di “restituire al mittente” i soldi specificando che Marsala non ha una flotta peschereccia e non ha una industria ittica tale da giustificare una spesa di un miliardo delle vecchie lire per promuoverle. E qui viene spontanea una domanda perché questi finanziamenti vengono valutati da una commissione:  “possibile che nessuno dei membri leggendo le tre paginette inviate come progetto si siano resi conto che a Marsala non esiste una vera flotta peschereccia e che il poco pescato è già insufficiente per il mercato cittadino?

Ma tant’è …

Eppure, ci risulta che il Sindaco della città di Palma di Montichiaro abbia restituito all’assessorato l’intero finanziamento per un progetto analogo a quello di Marsala perché: ” …la città ha economia a prevalentenza “agricola””.  Esattamente come Marsala …

Del progetto di Marsala ne abbiamo parlata prima dello spreco (vedi (http://www.osservatorio-sicilia.it/2009/6119/480-mila-euro-per-promuovere-il-pesce-all%e2%80%99estero-che-non-sara-mai-comprato/ [2],) oggi, ritorniamo sull’argomento con una analisi approfondita di come sono stati spesi i soldi pubblici e quanti enti, tra cui il Consorzio Universitario della Provincia di Trapani che vede Presidente del CDA il Senatore Antonio D’ALI’ (PDL) e come consigliere con diritto di voto l’avv. Stefano Pellegrino (Commissario UDC per Marsala)  e aziende hanno beneficiato di “incarichi” quali quello relativo all’acquisto di un libretto della Almond Tree dal titolo “La pesca artigianale nella fascia costiera del comune di Marsala”, e di un libro della Officinae s.r.l. dal titolo “Vi piace il mare?” , per cercare di capire come si spreca il denaro pubblico in Sicilia  

Cominciamo subito col dire che una manifestazione di questo tipo, di norma, prevede una spesa di circa 80% in azioni reali e 20& di organizzazione e studi tecnici. Nel caso della manifestazione di Marsala ci troviamo di fronte ad una spesa complessiva di 453 mila euro quasi interamente utilizzati per “teorie” discutibili,  molte delle quali assolutamente non necessarie considerato che non esiste una flotta peschereccia e che tutte le aziende di trasformazione del pescato di Marsala (due in tutto) hanno in funzione il sistema di tracciabilità del prodotto e sono già abbondantemente certificate ISO (14001) e non necessitano certo di linee guida per certificazioni o varie che peraltro sono obbligatorie per legge.

Spese che appaiono assolutamente inutili anche in considerazione della notevole letteratura di settore reperibile, tra l’altro, anche in internet.

Degli incarichi esterni l’unico che appare avere una logica, anche se non in prospettiva per il tipo di missione svolta, è quello assegnato all’Università di Messina che ha realizzato una “Analisi chimica e biochimica” di quattro tipologie di pesce, tra i quali la razza, il sauro e il pesce spada, presenti nello specchio di mare antistante Marsala.  

La parte promozione (?) appare svolta  in due fasi, la prima con due missioni istituzionali all’estero dal costo complessivo di 41.181,80 euro di cui 18 mila per onorari all’agenzia Koinè per l’organizzazione di una missione all’estero ed incontri con buyers di cui non è dato di sapere chi e quali società di import rappresentavano, etc., e  di cui non è dato di sapere né i contenuti del servizio reso e soprattutto non è disponibile alcun programma della missione stessa;  la seconda, con una missione di incoming di tre giorni organizzata dalla società Lattanzio & Associati dal costo complessivo a pacchetto (cioè senza dimostrazione delle spese) di 120 mila euro. 

Per 120 mila euro, secondo il programma reso noto dall’Amministrazione comunale di Marsala, Lattanzio & Associati ha organizzato l’invito ai quindici operatori (?), i trasferimenti e la logistica per un costo presumibile di 1.500 euro a persona complessivamente. Quindi organizzare una cena di Gala e due pranzi,  uno presso il ristorante TIBURUN e l’altro  San Carlo (80 invitati alla cena per un costo presumibile di 100 euro a persona) mentre al ristorante non è dato di sapere quante persone erano presenti ma si presume siano state solo quelle relative al progetto, una cinquantina compresi gli operatori (?) e al costo medio di circa 50 euro a persona. Una conferenza stampa, due visite agli stabilimenti di trasformazione di Marsala (Eurofish ed Euroittica),   ed infine visita al mercatino del pesce ((circa 6/7 stalli di vendita in tutto nelle migliori occasioni (vedasi foto)), pomposamente chiamato “mercato” del pesce,  che si trova proprio adiacente al Municipio. Spesa complessiva , 22,500 per logistica e trasporti operatori, 8 mila euro per cena di gala, 5 mila euro per i due pranzi, 1.000 euro per la conferenza, 5 mila euro per trasporti e varie, e circa 1.000 euro per gli assaggi di pesce offerti al mercatino del pesce per circa 500 persone. TOTALE 42.500 euro di spese vive ipotizzate. Volendo prevedere costi per la ricerca degli importatori, circa 7.500 euro per un costo/persona di 500 euro, il costo complessivo delle spese vive si aggirerebbe sui 50.000 euro., e da qui ad andare a 120 mila ce ne passa. Bene ha fatto la Società Lattanzio & Associati che ha proposto una sua collaborazione ed ha fatto la sua offerta, era l’amministrazione a dover pretendere una analitica scheda dei costi per poter opportunamente valutare la rispondenza dei costi e l’effettivo servizio reso.  Lattanzio & Associati complessivamente, si può ipotizzare, ha incassato qualcosa come 70 mila euro per compreso della propria prestazione professionale, a fronte di un costo missione, ipotizzato, di 50 mila euro, per un totale di 120 mila euro.

Lattanzio & Associati è una società di servizi che ha i suoi costi. Ha regolarmente risposto con una proposta al Comune di Marsala che l’ha accettata e quindi nulla si può eccepire alla società. Ogni professionista è libero di stabilire il suo onorario. Sta alla controparte accettare o meno!

A completare il quadro spese, la realizzazione di un sito internet “costruito”  da quella strana società Lylibeo Marsala nata, ancora non è chiaro con quale procedura, dalle ceneri del Consorzio Lylibeo. Costo sostenuto per la realizzazione del sito 26 mila euro, e l’onorario di 15 mila euro  per una persona chiamata per l’assistenza tecnica alla progettazione esecutiva, questo malgrado la manifestazione fosse stata realizzata inhouse (cioè direttamente dal Comune con a capo il Dirigente del SUAP) tanto che alla fine si contano ben 30 mila euro per onorari aggiuntivi al personale interno al comune, al quale bisogna aggiunge altri 16.500 euro per prestazioni occasionali svolte da persone non dipendenti dal Comune.

Come già detto, chi ha realizzato la manifestazione ha speso, quasi obbligato pena la restituzione alla Regione Siciliana, i soldi pubblici obbedendo al sistema istituzionale siciliano, cercando di creare quanto più fumo possibile avendo pochi elementi su cui lavorare e soprattutto, non avendo assolutamente nulla da promuovere e da supportare per le aziende del pescato che come già detto, a Marsala sono solo due!.

L’unica logica per una attività promozionale del poco pescato marsalese poteva essere una manifestazione a livello locale per l’autoconsumo. Ma si sarebbe speso molto ma molto meno. Si potrebbe ipotizzare circa 5 mila euro, tanto è stato il costo sostenuto dall’amministrazione di Marsala per la manifestazione di promozione del pescato locale realizzata l’anno scorso dall’ex assessore alla Pesca, Giacomo Dugo e che ha visto la partecipazione di oltre 3.500 persone.  

Oltre 40 mila euro per missioni istituzionali all’estero senza costrutto, portandosi dietro il pesce “acquistato” presso una delle due aziende cui le azioni di supporto e promozioni erano dirette appare come un insulto all’intelligenza, appaiono come un insulto alla sana e corretta amministrazione. Incredibile è notare che l’azienda O2ggetto” di promozione, non sarebbe stata chiamata neanche a sopportare il costo di qualche chilo di pesca da inviare in Germania. La cosa è tutto da ridire se non si fossero utilizzati fondi pubblici.

Ma sempre all’estero, come già sopra detto, non è stato possibile rilevare dalla documentazione in archivio al SUAP quale attività avrebbe svolto la società Koinè perché manca qualsiasi relazione della presunta attività svolta. Dalla consultazione si è potuto risalire all’offerta ed alla fatturazione, ma cosa avrebbe fatto appare un mistero.

La missione di incoming. Se l’organizzazione è stata curata dagli uffici comunali (costo circa 30 mila euro  per compensi a 20 dipendenti comunali) a cui si aggiunge il costo per l’assistenza tecnica di un esterno (15 mila euro) e 5 euro per support tecnico al RUP (Arch. Canale) che cosa avrebbe organizzato la Lattanzio & Associati?

Si dice la ricerca dei buyers, il loro invito comprensivo di logistica, e due cene di gala. Non abbiamo notato interpreti in occasione delle cene di gala e chi scrive, si è trovato al tavolo alcuni ospiti stranieri che non parlavano assolutamente italiano e non avevano alcuna assistenza.

Buyers. Chi sono ? Di norma in qualsiasi missione all’estero o di incoming l’azienda che organizza la missione redige per singolo stato un scheda paese e una scheda azienda, così che ogni operatore italiano e straniero  possa avere tutti gli elementi di informazione relativi al paese ove si intende commercializzare e soprattutto conoscersi, l’un altro, cioè buyers e produttori, attraverso la lettura di una analitica situazione dell’azienda della controparte.

Nel caso di Marsala, non sarebbero stati realizzati questi due importanti documenti e la cosa lascia molto perplessi perché non appare chiaro come si sarebbe inteso commercializzare un prodotto senza avere elementi del mercato, del paese e del buyer. Una cosa che non sta né in cielo né in terra. Ma tant’è, paga mamma Regione.

Non avendo trovato alcun documento del genere nell’archivio del SUAP di Marsala, abbiamo chiesto direttamente alla Lattanzio & Associati queste schede paese ma ci hanno inviato soltanto un elenco nominativo con l’indicazione del nome dell’azienda e della località, e quindi sarebbe confermato che nessuna scheda paese e nessuna scheda azienda sia stata redatta da Lattanzio & Associati per la specifica esigenza. 

Anche sulle persone che sono state invitate a Marsala pesano alcune perplessità.  

Dalla Svizzera sono arrivate 5 persone. Due rappresentanti della Società Divina Food che sede a Dietikon ma non sembra commercializzare prodotti ittici. Della Molino Gastronomia di  Spreitenbach, non siamo riusciti a trovare alcuna informazione e non risulta alcuna indicazione nell’elenco telefonico generale svizzero né sulle pagine gialle. Stessa cosa per la ditta Made in Sicily genericamente indicata a Zurigo , dove l’unica similare appare Casa Sicilia e sappiamo tutti cosa sono e chi le sponsorizza ma non sembra commercializzino pesce. Certamente non di settore può definirsi il giornalista Antonio Campanile genericamente indicato come Media Press Zurigo che risulta essere direttore della rivista Italian News della casa editrice Media Presse Gmbh.

Per il Belgio una situazione quasi analoga. Vengono presentati come buyers di ittico  Aldo Teston – Ristoratore, Anne Marie Vaes di una società di catering non meglio specificata, Isidoro Caravella Anverse – Importatore Agroalimentare, quindi Felice Belfiore Giornalista (non è dato di sapere di che testata, da informazioni che abbiamo ricevuto dal Belgio risulterebbe un docente che svolgerebbe la sua attività in Egitto) ed infine Pina De Winter dell’Associazione “Cour Des Arts.

Ed in ultima la Germania. Alberto Da Ros, ditta Moby Dick GmbH, Monaco (La ditta Moby Dick) che ha ringraziato per l’invito che ha molto gradito ma che non comprerà mai il pesce, per sua stessa ammissione, perché la Sicilia non è nelle condizioni di far arrivare “just in time” il prodotto in Germania, quindi, Rainero Esposito, ditta Fein Fisch, Neu-Ulm (La ditta Fein Fisch definito un importante importatore e grossista specializzato in pesce che tratta anche carne, vino ed altri prodotti ma che appare come un centro di vendita ON LINE, quindi Thomas Fischer-Fabian, del portale internet Gourmet Globe, Monaco e  Peter Zöls, Presidente Food Editors Club, Monaco, un  Club di giornalisti del settore enogastronomico ed infine,  Carolin Wohlhöfner (Funzionario Camera di Commercio Italiana Monaco di Baviera). 

In tutto quindici persone ma l’unico buyer di settore appare solo il delegato della Moby Dick di Monaco. 

Nell’organizzazione della missione di incoming, ma in questo caso di potrebbe parlare di inviti e coordinamento logistico degli invitati, che comprendeva una immancabile serata di gala per 80 con la partecipazione di 80 persone, il Comune di Marsala ha pagato, o ha messo in pagamento,  120 mila euro sull’unghia senza alcuna pezza giustificativa dei costi. E questo appare come una anomalia considerato che la Regione Siciliana, almeno è dato di sapere, pretende che i costi delle missioni promozionali vengano documentate e le fatture avere le pezze giustificative allegate. 

Passiamo al sito internet. Un sito assolutamente normale per il quale sono stati pagati alla Società Lilybeo di Marsala, 26 mila euro.

Uno sproposito che può avere una logica solo derivante dal fatto che a pagare è mamma Regione.

Noi abbiamo fatto una ricerca di mercato mirata ed abbiamo indicato il sito realizzato dalla società Lilybeo come base di quello che avevamo in mente di realizzare. Ebbene, il prezzo massimo richiestoci, compreso i costi della realizzazione del logo, dell’indicizzazione sui motori di ricerca, dell’acquisto del dominio, e dell’aggiornamento per il primo anno (in questo caso si tratta di un sito dedicato), è stato di circa 3 mila euro iva compresa.

 Viene da sé che con l’importo pagato alla società Lylibeo potevano essere realizzati ben 8 siti e non uno solo .

E passiamo ai soggetti coinvolti nella manifestazione:

Soggetti/Enti/Privati Importo in euro Note
Lattanzio & Associati 120.000 Organizzazione missione incoming
Rimborso taxi 135  
Opera Italiana Ristorante 1.400 (?)
Varie spese 320,80  
Eurofish 1.624,80 X Pesce inviato a Berlino
Koinè 18.000 (?)
Missione istituzionale Berlino 5.350 Viaggi Di Girolamo
Missione istituzionale Bruxelles 14.672 Ambizione Viaggi
Consorzio Universitario di Trapani: 46.000 Tracciatura prodotto trasformato – identificazione specie 
Università di Messina 31.000 Tracciatura prodotto fresco
Penta Ingegneria Sistemi Tecnologi Snc 76.000 Linee guida disciplinare x redazione disciplinare qualità fresco e lavorato
Lilybeo Marsala 26.000 Sito web
Almond Tree 30.000 (1)
Officinae srl 6.500,00 Acquisto libro “Vi piace il Mare?”
TELE 8 4.600,00  
Mauro Girolamo  900 per lavoro occasionale
Ferro Alessio Giuseppe 900
M/B Luana di Spalla Andrea 900
Piccione Giuseppe Fabio  900 
Valenza Simona Tommasa 1.050 
Raciti Nicoletta 1.050
Tramati Cecilia 1.050
Messina Andrea Dario 1.050 
Martinico Vita Fabiola  1.050
Crimi Maurizio 900 
Monteleone Manuela 1.050
Barsalona Salvatore 900
Gerardi Francesco  900
Gerardi Lorenzo 900 
Tramati Giuseppe 900
Tramati Marco 900
Giuseppe Cammarata  1.050
Centro Stampa Rubino 250 Divulgazione e sensibilizzazione scuole
M.G. Electronics Service  600 ” e convegno
Pasticceria Lilibeo 880 (?)
Personale interno al Comune 10.000 (*)
Dr. Edgardo Tobino 15.000 Assistenza tecnica alla progettazione
Personale interno al Comune 20.000 (*)
Dr. Maltese Ignazio 5.000 Supporto tecnico al RUP
Stefania Benatti ? SUAP  
Giuseppina ? SUAP
Baldassare Morsello ? SUAP
Anna Basile ? SUAP
Vincenzo Galfano ? SUAP
Petronilla Culicchia ? SUAP
Filippo Angileri ? SUAP
Isabella Lo Giudice ? SUAP
Antonino Sciacca ? SUAP
Antonina Graffeo ? SUAP
Angela Angileri ? SUAP
Gaspare Buscemi ? SUAP
Antonino Angileri ? SUAP
Gabriella Abrignani ? LL.PP
Giuseppe Pipitone ? LL.PP
Anna Chiaramonte ? LL.PP
Gianfranco Panicola ? Risorse Interne
Mariella Marciante ? Risorse Interne
Girolamo Angileri ? Risorse Interne
Martino Pomelli ? Risorse Interne

 (*) Sono 20 persone che si aggiungono a consulenti e tecnici esterni e ad altri che hanno prestato opera occasionale. Circa una quarantina di persone impiegate quando generalmente per l’organizzazione di una manifestazione si utilizzano non più di 5/6 persone! Ma appare quantomeno anomalo che la spesa indicata “genericamente in 30 mila euro per il personale interno, non sia stata opportunamente suddivisa entro il 30 giugno. Ciò potrebbe creare problemi di rimborso in quanto le spese vanno documentate con le relative pezze di ogni singolo incaricato.  

Questa progetto (?) sembra dimostrare con sufficiente chiarezza il sistema della promozione dei prodotti tipici siciliani. Spese pazze, inutili per centinaia di migliaia di euro, come nel caso del Fancy Fish buttati letteralmente a … mare.

E’ il sistema regionale che permette ed alimenta tutto ciò perché ai costi milionari della promozione non viene mai “contrapposto” una relazione analitica del reale export e del ritorno economico che risulta, da statistiche ufficiali, irrisorio rispetto ai costi.

Ma la promozione ha creato un sistema clientelare ed il sistema deve essere alimentato. Costi quel che costi.

E a Marsala il sistema ha inghiottito 453 mila euro, di cui  70 mila per prestazioni professionali Lattanzio, 41 mila per spese di missioni , 80 mila per spese personale interno ed esterno (compreso sito del valore di 3 mila euro), 153 mila per redazioni linee guida e 36 mila per libretti “promozionali”.

Più libri, libretti e tutti contenti. 

Abbiamo chiesto in data 4 agosto una dichiarazione all’Assessore alla Cooperazione e al Direttore Generale del Dipartimento della Pesca dell’Assessorato. Nessuno dei due ha ritenuto di risponderci.

 Avrà mai torto la Lega Nord ?