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Forza Bossi, anche in Sicilia gli autonomisti veri si stanno organizzando

[1]Il nord Italia con la Lega Nord insegna al sud, pavido e clientelare,  cosa significa andare avanti per la propria strada incurante delle critiche, il più delle volte dettate da invidie politiche, per raggiungere gli obiettivi dichiarati fin dall’inizio della sua avventura politica.La Lega Nord vuole il federalismo e sarà probabilmente grazie alla Lega che l’Italia in un futuro non molto lontano diverrà una repubblica federale, non certo per l’inconsistente (non)politica del movimento per le autonomie di Raffaele Lombardo che, come si ricorderà,  si sottomise alla repubblica italiana subito dopo la sua costituzione sostituendo con una nastro tricolore la Sicilia tenuta con il becco da una colomba bianca.

Pensava di far rinascere la balena bianca di Don Sturzo Lombardo, che giocando la carta dell’autonomia peraltro mai seriamente perseguita, si è inserita nel contesto della politica politicante fatta di inciuci, accordi trasversali, occupazione indiscriminata di poltrone, assenza di programmi di rinascita economica e sociale dell’Isola.

Tutto l’esatto contrario della Lega Nord che pur governando l’Italia sta lentamente, ma inesorabilmente portando la penisola alla sua vera natura: un insieme di stati seppur federati a Roma.

Ed ecco la Bandiera, il dialetto, gli esami di cultura per  i presidi e docenti. Provocazioni? Si, ma solo per chi ancora non ha compreso che è finito il tempo delle favole. L’Italia politica non è stata e non sarà mai nazione e non saranno certo le “provocazioni” dell’attuale presidente della Repubblica,  Giorgio Napolitano, che ha definito  “rigurgiti secessionisti” le aspirazioni di libertà ed indipendenza dei popoli sottomessi con la forza e colonizzati, come il caso della Sicilia, per sfruttarne, nel nome degli interessi nazionali, le risorse del territorio.

L’attivismo contro la lega deriva dalla consapevolezza che la rivoluzione, non violenta, iniziata a nord, non si può fermare e tutti, come una monarchia in declino, cercano di rallentare la corsa verso la libertà.

E i Siciliani? Restano un popolo ferito e continuamente tradito dai propri rappresentanti. Una storia millenaria che racconta di un lungo elenco di traditori e servi di governi stranieri che venduti al nemico, hanno tarpato le ali della libertà con il famigerato “risorgimento” italiano.

I maggiori nemici la Sicilia li ha sempre avuti in casa. Fu così nel lontano 1795 quando fu giustiziato il giurista F.P. di Blasi, reo di aver congiurato contro i borboni e tentato di instaurare un repubblica. Sono continuarti i tradimenti fino al 1848, dopo che ben quattro rivolte hanno fatto nascere la Sicilia indipendente, travolta ancora una volta grazie ai tradimenti ed ai servitori dell’invasore. Ed ancora, le rivolte soffocate nel 1862, nel 1863, nel 1866, nel 1894 quando ancora un siciliano traditore, Francesco Crispi, dichiarò il quarto stato d’assedio in Sicilia. Crispi, il fallito per eccellenza che ha raggiunto i vertici della politica  complottando con altri traditori nell’Isola che comprarono con l’oro di londra il tradimento di molti borboni e “vendendo” la Sicilia”  ai Savoia. E da primo ministro savoiardo nel suo secondo governo fu responsabile di atroci delitti nell’Isola.  E tutto ciò, dopo aver preso parte attiva nell’insurrezione del 1848. Insomma, un personaggio equivoco e voltagabbana, che ha avuto ed ha ancora molti seguaci.

Ed ancora nel 1943 con la nascita dell’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia di Antonio Canepa ed Andrea Finocchiaro Aprile che fu tradito, ancora una volta, da strani personaggi legati alla mafia ed al clero, proprio da pseudo siciliani.

Ed è con questa storia di “aspirazione” di libertà che dovremmo guardare con attenzione la Lega Nord per raggiungere l’autodeterminazione.

Ed allora, da siciliani e da sicilianisti viene facile gridare … forza Bossi, anche in Sicilia il movimento indipendentista si sta riorganizzando.