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 amicopaolo ha scritto il 16 Agosto 2009 14:49

La chiave di successo della Lega sta nella lealtà e nella fratellanza dei stessi vertici che la compongono.
Sono uomini che hanno dimostrato di essere idrorepellenti a qualsiasi forza economica e politica estranea al loro partito e ai loro ideali. Chi tradisce gli ideali del loro partito o i loro leader vengono estromessi senza se e senza ma e con la coesione e il plauso di tutti.
Essi fanno parte del sistema per sfruttarlo e rimanendo comunque fedeli tra i vertici e la loro causa.
Personalmente li invidio e li apprezzo, per altri versi mi preoccupano perché rappresentano una foza politica rilevantissima nel panorama Nazionale e noi siciliani (oltre ad essere diventati colonia di una patria matrigna) rischiamo di diventarne servi che elemosinano per garantrsi i fabbisogni essenziali di una società evoluta.
Spero che la classe politica sicilianista sappia risorgere per bilanciare questa infamante manovra dei partiti nazionali filo nord.
Intimamente sono convinto che il popolo siciliano saprà reagire e molto presto le campagne elettorali dalle nostre parti si faranno tra chi è sicilianista e chi no.

 comitatosiciliano ha scritto il 17 Agosto 2009 7:46

Gentile Direttore,
le scrivo in merito al discorso sui “tradimenti” presente all’interno dell’articolo, perchè reputo non corretti alcuni esempi da lei riportati.
Prima di entrare nel merito, è necessario stabilire esattamente il significato di “tradimento”: spero che anche lei convenga che i “traditori” sono coloro che per compenso o per interessi personali arrivano a “vendere” ad uno straniero o ad una nazione estera, il proprio Stato.
A quei tempi la nazione legittima e riconosciuta da tutte le nazioni civili del mondo era il Regno delle Due Sicilie, così come i sovrani, i Borbone, erano legittimamente riconosciuti come suoi regnanti .
Assodato che tale situazione era assolutamente nel diritto, si può dire tranquillamente che ogni azione volta a destabilizzare quest’ordine, poteva essere definita “tradimento” e non il contrario come lei afferma.

Probabilmente il suo errore è dovuto dal fatto che lei prende per assodato che la Sicilia sia una nazione a se e non unita al Sud continentale, ed i Borbone non ne erano i legittimi regnanti: questo tipo di riconoscimento invece lo aveva il Regno delle Due Sicilie ed i siciliani ritenevano tale nazione la loro Patria.

Seguendo questo mio ragionamento, che credo sia legittimo, posso tranquillamente affermare che i veri traditori siano coloro che nel 1848 organizzarono la distruzione del Regno delle Due Sicilie: a conferma lo scopo finale del tradimento è del’appoggio militare che l’Inghilterra diede al breve governo siciliano nel breve periodo 48-49 (con lo scopo di prenderne il controllo, come avvenne per Malta o per l’India) nel corso del quale la Sicilia non fu mai riconosciuta dalle altre nazioni come stato indipendente separato dal Sud continentale.

Ma chi ha già tradito, in genere lo fa di nuovo, infatti la maggiorparte delle persone che parteciparono ai moti del ’48, ce li ritroviamo a svendere la Sicilia ai piemontesi, come appunto il traditore Crispi.

In ogni caso la Storia è fatta di tradimenti e la storia della Sicilia ne è piena, perchè c’è sempre qualcuno che per soldi o per bramosia di potere mette a repentaglio la propria nazione, il problema che le ripercussioni di quando ciò avviene in Sicilia sono maggiori di quando non avviene altrove.

Cordialità
Davide Cristaldi
Comitato delle Due Sicilie

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