E’ strano come l’articolo di Giorgio Bocca abbia sollevato una mare di polemiche eppure, le sue affermazioni sono la chiave di lettura della situazione sociale e politica italiana. Drogate ed inquinate dalla la mafia, le istituzioni italiane sono al limite del collasso sociale e vicine all’implosione.
E’ impossibile a chiunque benpensante poter affermare che le istituzioni italiane siano immuni da inquinamento mafioso e neppure la Benemerita può definirsi esente considerate le inchieste e le condanne di alcuni suoi uomini. Ma i Carabinieri, così come la Polizia, hanno la capacità e la forza di estirpare le mele marce dal loro mondo. Lo hanno fatto e continueranno a farlo da soli e questo fa dei Carabinieri, a differenza della politica, un corpo quasi estraneo al sistema deviato italiano.
Tra il popolo e i Carabinieri c’è amore e odio che ha origini lontane, ma paradossalmente c’è nel comune senso civico dei cittadini , un sentimento di rispetto per gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri.
In Sicilia l’Arma ha avuto quasi un ruolo sociale al di là dell’uso sconsiderato degli uomini che il governo di Roma fatto in Sicilia non solo per la lotta alla criminalità organizzata.
E’ difficile dimenticare come i Carabinieri Reali abbiano avuto un ruolo predominante nelle repressioni organizzate dallo stato italiano in occasione degli stati d’assedio dichiarati in Sicilia nel 1862, nel 1863,
nel 1866, nel 1894 e quindi nell’immediato post guerra nel 1945. Ed ancora, non si possono dimenticare le offensive operazioni militari denominate “I Vespri Siciliani”.
Al di là del fatto che di Vespro in Sicilia c’è ne è stato un solo e quindi è IL VESPRO SICILIANO e non I Vespri, lo stato italiano ha voluto umiliare la Sicilia offendendo con una operazione militare e di controllo del territorio isolano, con un momento di alto orgoglio siciliano. Ed i Carabinieri ne facevano parte.
I Carabinieri hanno perso di umanità ma nessuno, penso, potrà dire che il suo complesso mondo fatto di oltre centomila uomini, leali e fedeli, abbia stretto un patto di coesistenza con la mafia e che lo abbia fatto per viltà, come appare dall’articolo di Bocca.
Rilevo l’anomalia dell’assenza di una presa di posizione , o più semplicemente solidarietà all’Arma da parte della politica siciliana, visto che spesso e talvolta a sproposito, viene esternata a politici sotto inchiesta, perfino per fatti di mafia.
Il reciproco evidentemente non vale …
1 commento









Caro direttore,
come sempre le segreterie dei partiti della politica Nazionale, di qualsiasi colore politico, fanno quadrato per difendersi dalle proprie nefandezze che hanno usato e continuano a perpretare contro il popolo siciliano.
Hanno dato dell’infame a “Giorgio Bocca” per le sue dichiarazioni e gli hanno rinfacciato tutti i meriti dell’Arma dei Carabinieri compresi i 33 caduti per mano della mafia,(il caso del Gen. Dalla Chiesa puzza come quello di Paolo Borsellino).
La partitocrazia politica Nazionale è una macchina perfetta per mistificare il senso dell’articolo di Giorgio Bocca, che sarà sicuramente provocatorio ma non privo di fondamenta, anzi.
Lo scorazzare indisturbati e il delinquere in tutti gli ambiti sociali e politici con la regia di Totò Riina e Provenzano per quasi mezzo secolo dimostra la latitanza dei dirigenti delle Forze dell’Ordine con una serrata copertura delle Istituzioni e non la latitanza di due mafiosi.
La ritardata perquisizione ad oltranza del covo di Totò Riina (per ordine del Gen. Mario Mori) e la mancata cattura di Provenzano per il non voluto blitz dei Carabinieri (sempre per ordine del Gen. Mario Mori e del Colonnello Mauro Obinu) nell’ottobre del 1995 a Mezzojuso, la dicono lunga sulla realtà che ha dovuto subire il popolo siciliano, e non parliamo del caso “Contrada”. Altro che dichiarazioni di Giorgio Bocca.
I politici siciliani non fanno dichiarazioni in merito all’articolo di Giorgio Bocca perchè, essendo in trincea siciliana, sanno che il giornalista ha ragione e hanno paura di nemicarsi con i professionisti dell’Antimafia e con la partitocrazia delle segreterie Nazionali filo nord.