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La mafia, lo stato e il papello. Chi è il grande regista ?

[1]Se noi cercassimo di capire la verità storica degli anni 80 e 90, esaminando versioni di comodo da parte di coloro che sanno e dichiarano mezze verità per strumentalizzare le vicende cominciate 17 anni fa, non faremmo altro che cadere nel loro gioco che consiste nel confonderci e farci intrappolare in contrapposizioni di tesi e teorie che hanno come obiettivo di dire tutto, accusare tutto e tutti e non dire nulla. Queste mezze verità, mezze accuse strumentalizzate sembrano servire a ricordare a qualcuno che è meglio non dimenticarsi della poltrona o dei favori che gli spettano. Non bisogna essere scienziati della politica e tantomeno intellettuali per capire ciò.

La gente comune nel suo senso della cultura contadina e semplice, sa il tempo che farà domani anche se non ha studiato le tecniche scientifiche per le previsioni del tempo. E spesso, forse più dei tanti soloni del meteo, c’azzecca. Purtroppo il sistema che si è creato è talmente saldo che mette il popolo nelle non facili condizioni di essere ricattato e pur prevedendo il “tempo” non ha ancora la forza di cambiare.

Il periodo che ha percorso gli anni DEL PAPELLO, DELLE STRAGI, DELLA TRATTATIVA E LA TANGENTOPOLI del pool di Milano con Di Pietro, segnano un’unica epoca che ha avuto origine probabilmente con il progetto di portare il PCI/PDS  (unico partito della prima Repubblica rimasto illeso dalle inchieste di mani pulite)al governo dell’Italia. La sinistra italiana aveva messo su una “giocosa” macchina da guerra l’ex con a capo Achille Occhetto e sotto la supervisione dell’allora presidente Scalfaro, eletto in circostanze alquanto anomale.  Il progetto avrebbe potuto avere successo se non fosse stata sottovalutata l’ascesa in campo di Silvio Berlusconi che con dell’Utri e Miccichè in Sicilia, aveva ideato Forza Italia. Un fallimento quello di Occhetto, inaspettato e traumatico, perchè nessuno dopo tangentopoli dava credito a possibili vittorie di partiti nati dalla ceneri di quelli azzerati dalla magistratura. 

Scalfaro, è importante circostanziare il periodo per capirne la strategia, si insedia al Quirinale due mesi prima della scadenza naturale del precedente Presidente della Repubblica, “Cossiga”, il presidente “distruttore” così definito da Berlusconi al quale risponde secco “… lui (Berlusconi) preferisce bassi e pronti servizi, tra cui quello di alterare le opinioni altrui e fare il mazziere dell’avversario“,  che si dimette anticipatamente dal mandato.  Scalfaro diventa Presidente e logicamente presidende del Consiglio Superiore della Magistratura.

“IO NON CI STO” di Scalfaro, appare oggi opinione generale, non riguarderebbe il caso dei soldi del Sisde, quanto le indagini di qualche Magistrato che stava indagando sui servizi segreti italiani fortemente compromessi con quelli russi e con il partito comunista di Occhetto. 

Le inchieste sui servizi segreti si bloccano inspiegabilmente sul nascere. 

Ed ecco il pericolo Borsellino che non aveva intenzione di fermarsi dopo la morte dell’amico Falcone. Tutti si erano resi conto non avrebbe fatto sconti a nessuno. 

La strage che ha colpito Paolo Borsellino e la sua scorta, a differenza di quella di Falcone che è maturata in alcuni settori dello Stato così come è opinione comune ma soprattutto come sta emergendo, appare sempre più una strage “consociativa” a cui avrebbero partecipato esponenti politici collusi di tutti i colori politici, servizi segreti italiani, e probabilmente alcuni settori della magistratura e delle forze dell’ordine, che hanno utilizzato per la “soluzione finale” la manovalanza dell’organizzazione criminale. Bisognava “salvare” il sistema e quindi bisognava agire in fretta.

Il sistema si è salvato ma il declino politico e personale di Giulio Andreotti che da tempo è fuori dalla scena politica, il lento procedere del tempo che vede grandi attori dell’epoca verso il declino della vita, fa improvvisamente ricordare, e qualcuno distratto 17 anni fa, sembra improvvisamente sentirsi in dovere di “riferire” ai magistrati di Caltanissetta fatte e circostanze accaduti immediatamente prima dell’esecuzione, ed altri personaggi ricordare strane coincidenze.

Strane amnesie e strani ricordi si associano a strani fatti e strane sparizioni di documenti, così come strane amicizie mai chiarite, sembrano ingredienti di una vera e propria lotta di vertice.  

Il sistema, salvato nel 1992 rischia di implodere ed ecco che improvvisamente tutto si rimette in discussione.