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Gheddafi continua la pirateria nel mediterraneo contro i pescatori siciliani e l’amico Berlusconi tace

[1]Gheddafi insiste. Il limite delle sue acque territoriali libiche, contro il diritto internazionale è di 72 miglia marittime.  Cinque miliardi di euro “donati” da Berlusconi a Gheddafi, la firma di pseudo accordi di amicizia e cooperazione a tutto vantaggio di Impregilo, SNAM, ENEL, Fiat ed altri, ed infine l’ossequio ai capricci del Rais libico che ha preteso che si montasse nel pieno centro di Roma, a Villa Paphili e a L’Aquila, la sua tenda beduina, con l’ingrediente di una visita del Presidente del Consiglio dei Ministri, irrituale e offensiva nei confronti del popolo italiano, evidentemente non sono bastati. 

L'offesa e il ridicolo [2]

L'offesa e il ridicolo

Gheddafi continua la sua azione di pirateria nel mediterraneo e chi ne paga le conseguenze sono i pescatori siciliani e se ne infischia degli accordi firmati a Roma. Era solo un pretesto per apparire come vincitore e ridicolarizzare l’Italia con la sua famosa foto appesa sulla psedo divisa. La firma sui  documenti per Gheddafi non valgono nulla, sono impgengi degli altri non per lui.    

E il signor Berlusconi ? Tace. Ci sono in gioco interessi milionari di industrie del nord e quindi, basso profilo, tanto a rimetterci sono solo i pescatori siciliani che come si ricorderà, non son totalmente italiani. 

Adesso arrivano notizie di inasprimento delle sanzioni a carico dei nostri pescatori, e l’assessore regionale Bufardeci in modo reverenziale continua a parlare della Libia come paese amico. 

Amico di chi?