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Un siciliano scrive a tutti i movimenti autonomisti e indipendentisti

[1]Voi raccontate sempre delle sopraffazioni e delle campagne di propaganda indegne e infami del “Regno dell’Unità d’Italia” nei confronti del nostro popolo. Raccontate e parlate di uomini valorosi fatti passare, tramite campagne di propaganda infami, per briganti o banditi.

Raccontate e parlate di leggi marziali, razziali e inquisitorie applicate al nostro popolo, donne e bambini compresi.

Raccontate e parlate di depredazione delle nostre ricchezze sacrificate sull’altare dello sviluppo delle Regioni del nord.

Per quanto riguarda la “Repubblica Italiana“:

Parlate e raccontate di uomini valorosi come CANEPA e FINOCCHIARO APRILE e il loro E.V.I.S..

Continuate a parlare e raccontare di partiti nazionali filo nord che continuano a mantenere la Sicilia e tutto il sud come colonia interna di una Patria matrigna.

Continuate a parlare e raccontare di politici siciliani venduti al potere partitocratico e massonico centrale filo nord, e quindi ascari.

Vi siete mai chiesti perché queste cose li facciamo accadere e c’e li raccontiamo decenni e decenni dopo?

Vi siete mai chiesti del perché uomini valorosi come CANEPA ci hanno rimesso la vita per i nostri ideali?

Vi siete mai chiesti per quale ragione FALCONE E BORSELLINO, eroi contemporanei, sono morti per i nostri ideali? Sì, proprio così, sono i nostri ideali e non quelli dei vari governi Nazionali partitocratici e massonici filo nord, che se ne appropriano con il germe della propaganda e la forza dello Stato per tutelare le loro nefandezze e utilizzare mediaticamente il fenomeno contro il nostro popolo e costringerlo a farlo rimanere a testa bassa.

Continuate a parlare e raccontare gli accadimenti del passato e non vi rendete conto o non avete il coraggio di affrontare il presente ma, il popolo vi “pesa” e non vi stima, anche se avete ragione. Perché? Perché sembrate degli storici (tra l’altro incapaci perché ancora nelle nostre scuole studiano il risorgimento italiano) e non Uomini politici. Voi non vi rendete conto che mentre voi parlate del passato il nostro popolo vive un presente analogo e peggiore ai 150 anni trascorsi.

Non vi rendete conto che la partitocrazia politica e massonica filo nord, mentre voi ci raccontate i torti subiti nel passato, hanno già messo in funzione un’altra strategia di dominio del nostro popolo che durerà altri 20 anni e che voi c’e la racconterete 30 anni dopo che è finita, cioè tra 50 anni. Intanto il popolo siciliano la vive da anni.

Con questa realtà, mi chiedo con quali criteri pensate o cercate di essere credibili come sicilianisti, indipendentisti o autonomisti agli occhi dei vostri conterranei.

Se voi oltre a rivendicare la nostra storia avreste l’illuminazione di vedere il presente, vi rendereste conto delle infamie che stiamo vivendo e con pieghe peggiori del nostro passato, se poi avreste anche il coraggio di ribellarvi, allora sì che il popolo vi benedirà in tutti i sensi e potremmo dimostrare ai governi nazionali che non è vero che la Sicilia senza Roma non si può governare ma, è il contrario.

A me ha impressionato, positivamente, un giornalista nostro “eroe” molto acuto come Giuseppe Fava che in un’intervista televisiva con Enzo Biagi del 1893 diceva espressamente: Ho avuto l’onore di intervistare un uomo d’onore come Genco Russo “Re della mafia”…… continuava dicendo che i boss siciliani erano servi dei potenti dello Stato Italiano e che nei delitti eccellenti si presentavano nei palchi Istituzionali i mandanti degli omicidi.

Sono convinto che tutti i siciliani non morfinizzati sanno questa verità e non trovano rappresentanza politica, inoltre, perché siciliani non si vergognano a pensare e dire che quella mafia (considerando il periodo e le condizioni storiche a ritroso fino al 1860) se si fosse estinta con quegli uomini, noi oggi a distanza di sessant’anni, la racconteremo ai nostri figli come un fenomeno eroico e sfido chiunque a contestarmi.

La mafia del periodo del dopoguerra che ha aderito alle partitocrazie Nazionali e ci hanno accompagnato nella cosiddetta prima Repubblica, defilandosi dal progetto indipendentista di CANEPA e FINOCCHIARO APRILE, non è la nostra mafia.

Questa mafia è COSA LORO. Sono stati i politici delle segreterie Nazionali in consorteria con i potenti dell’economia nordica filo massonico a prenderci accordi e permettergli di scorazzare impunemente nei nostri ambiti sociali ed economici. Questi partiti Nazionali che hanno formato i vari governi del nostro Paese hanno volutamente fatto rimanere lo Stato e le sue istituzioni latitanti in Sicilia e in tutto il meridione d’Italia. Lo scopo è stato quello di dare linfa ed entità a una mafia che gli permettesse di diventare Stato nello Stato e di governare la Sicilia, non avendo nessun interesse per le sorti del nostro popolo e usandoli come padrini di qualche neo capitalista all’italiana e facendo diventare grandi le banche Lombardo-Piemontesi con la grande finanza internazionale di “SINDONA” fin dagli anni ‘70. Mentre il Sud (che ha le mafie) vive nella desertificazione industriale in tutte le sue forme produttive e finanziarie. Questi sono i veri motivi del contendere con la mafia in Italia. E’ per vincere questa loro guerra applicano leggi infami e razziali, come le misure di prevenzione, che giustificano con la propaganda della lotta alla mafia e operando con una visione inquisitoria sul popolo siciliano e il loro debole tessuto economico e sociale.

Noi, con la scusa della mafia siciliana siamo stati e continuiamo a essere il parafulmine delle nefandezze della nostra Patria matrigna e non ve ne rendete conto (mi auguro).

I nostri governi nazionali hanno creato un sistema in concorso con la mafia per conseguire un sistematico e perpetuo arricchimento della politica nel suo intero apparato Nazionale con un inevitabile sodalizio con la loro Cosa Nostra.

Nella nostra Regione Siciliana non c’era appalto pubblico, costruzione edile compresi gli indotti che sfuggivano alla mafia. Non c’era nessun Ente istituzionale e governativo che non fosse diretto o influenzato dalla mafia. Non c’era nulla e ripeto nulla che sfuggiva a una mafia corteggiatissima dalla politica e dai potenti baroni della nostra economia. La mafia coltivata dalla politica Nazionale in combutta con i loro proconsoli siciliani, ha impegnando migliaia di professionisti di tutte le categorie e milioni di maestranze nell’economia Siciliana politico-mafiosa. La stragrande maggioranza di queste persone non che c’entra nulla con la mafia ma, molti di loro sono o saranno falciati dalle leggi speciali dei “Tribunali delle misure di prevenzione patrimoniali” perché non reputati credibili nei rapporti tra redditi e tenore di vita con le rispettive dichiarazioni dei redditi e vengono portati alla gogna da processi mediatici infami alimentati dalle stesse procure.

 Ci vogliono costringere a sentirci colpevoli agli occhi della società Italiana o peggio ancora perseguibili dalla magistratura solo perché ci siamo dovuti adattare, per spirito di sopravvivenza, alle condizioni che loro ci hanno imposto. Come se lavorare e campare le nostre famiglie ai siciliani non spettava di diritto, cosa che avremmo fatto meglio se avessimo avuto la possibilità di vivere in un Paese normale e civile. 

Come sempre nella loro storia, ci usano e fanno apparato e sistema per attingere ai vasti serbatoi di voti siciliani che gli consentono solidità di partito Nazionale e continuare a perpetrare il loro potere a danno del nostro popolo e di tutto il sud che è costretto a subirli grazie ai nostri politici venduti e miopi che per i loro servigi ricevono il mandato di proconsoli nella nostra Sicilia. Anzi, per effetto delle loro propagande ci prestiamo al loro gioco e ci impegniamo in una guerra fratricida con le varie associazioni di “società civile” nate come i funghi in tutto il meridione a causa dei politici siciliani diventati per opportunismo professionisti dell’antimafia e facendo solo chiacchiere. Questi politici siciliani resi potenti nei nostri ambiti economici e sociali non contano nulla nel panorama politico e partitocratico Nazionale.  Sono solo servi.

La cartina tornasole di quello che dico (perché da sempre e grazie ai nostri traditori politici ci vedono stupidi) è nelle relazioni stesse della Magistratura Antimafia e rese dal Ministro di giustizia Italiano che denunciano volumi di affari annui delle mafie per “130 miliardi di euro” l’anno e stimano che attualmente hanno patrimoni e liquidità per “uno milione di miliardi di euro”. I sequestri che hanno fatto questi illuminari dell’antimafia negli ultimi 17 anni ammontavano a 5 miliardi di euro, di cui 4 solo nell’ultimo anno, e corrispondono a 10(dieci) giorni di lavoro delle mafie.

Come non ci si rende conto che con lo slogan e la propaganda che fa la politica e la magistratura contro la mafia ci stanno a prendere in giro e la cosa grave e aberrante è che ci riescono bene.

La vera stagione della lotta alla mafia ideata dai Giudici “FALCONE e BORSELLINO” è terminata con le loro stragi. Magistrati capaci, che oltre a combattere la mafia in trincea e avere insegnato al mondo come si fa la lotta a queste organizzazioni, avevano capito che la vera mafia non è in Sicilia e dovevano indagare in continente per recidere il loro potere e sconfiggerla. Sono morti da eroi perché hanno avuto il coraggio di osare e sfidare il sistema massonico e partitocratico delle segreterie dei partiti Nazionali. L’attuale attività antimafia è millantatrice dei nostri Giudici siciliani, loro sono approfittatori della nostra ribellione alla mafia guidata dai nostri eroi. Si sono insediati nei nostri tribunali dopo le stragi del ‘92 formando un apparato contro il nostro popolo e sono al servizio dei potenti dell’economia polentona, proprio come i nostri politici. Avete mai visto qualche industriale o qualche banchiere del nord colpito dalle misure di prevenzione perché indagato sul riciclaggio di capitali della mafia? Non lo vedrete mai, e saranno loro stessi con la copertura dei potenti politici del nord e veri boss, ad appropriarsi degli ingenti capitali della mafia una volta vinta questa guerra con gli avidi e ingenui mafiosi siciliani.

Sarà una coincidenza ma quando i governi Nazionali decidono di sottomettere e reprimere il nostro popolo, in questo caso di lottare la mafia (perché essendo autoctona nel tempo, diventa pericolosa per il loro assetto politico-finanziario) spunta sempre un piemontese: Camillo Benso di Cavour – il Gen. Govone – il Prefetto Mori e il Procuratore Luciano Violante. Facendo salvo il Gen. Dalla Chiesa che ha pagato con la vita il suo modo di vincere le B.R. e aver capito troppo sul caso “Moro”, avendo brillantemente dimostrato di essere un vero uomo di Stato non sarebbe stato da meno di Falcone e Borsellino, infatti, diceva mi hanno mandato a combattere la mafia con gli stessi poteri del prefetto di Forlì.

Questi UOMINI sono morti perché facevano più paura ai governi Nazionali e ai baroni dell’economia del nord e veri boss e non alla mafia. I corleonesi ci hanno messo la faccia in cambio di un “papello” che non hanno nemmeno rispettato e che,oggi, fa uscire Totò Riina allo scoperto. Attenzione però, il capo dei corleonesi ha aspettato 17 anni perché ha aspettato tutte le condanne definitive e vuole dimostrare che lui non si aspetta niente dallo Stato ed è stupido chi pensa che in futuro potrà collaborare. Lui ha voluto solo dire che gli infami stanno nello Stato e che lui è un uomo d’onore che hanno sacrificato.

Questa storia sulle stragi di Stato ci accompagnerà per qualche tempo, almeno finché non si troverà un accordo nel sistema marcio di questa Italia. Infatti, chi crede a una Magistratura indipendente è un ingenuo ( a parte qualche mosca bianca che non ha titolo fuori sistema).

I nostri partiti sicilianisti e meridinalisti dovrebbero lottare per evitarci quest’altra infamia dei nostri colonizzatori. Dovrebbero capire che è l’attuazione di un loro sistema ben rodato nella nostra storia, infatti, ha origine fin dal 1860 ai tempi dell’annessione al “Regno dell’Unità d’Italia”. L’obiettivo è sempre quello che è sempre stato, insinuare malessere nella nostra società e farci prendere per i capelli mentre loro continuano a sfruttare le ricchezze del nostro territorio e del nostro popolo per arricchirsi e mantenere la Sicilia domata elettoralmente.

La mafia per loro è stata un elemento fondamentale per conseguire il raggiungimento dei loro obiettivi poiché, nella loro strategia, ha determinato il condizionamento del voto al fine di far governare la nostra Regione a politici, avidi, senza scrupoli e servi delle loro nefandezze.

I nostri politici con le loro campagne di propaganda ci costringono a comportarci come quelle donne seviziate e violentate che la moderna scienza psichiatrica indica come vittime che manifestano anche un comportamento di colpevolezza agli occhi della società e dell’opinione pubblica, come sempre al danno si aggiunge la beffa. Solo che a violentarci sono i governi centrali conniventi e a tenerci le mani per completare lo stupro sono i nostri politici locali ascari, e tutti assieme ci fanno sentire colpevoli.

PS

Forse non sarò bravo ad esprimermi scrivendo, ma quello che voglio dire è che la Magistratura Antimafia sa da sempre chi sono i responsabili delle stragi del ’92 e non fanno il loro dovere, anzi, insabbiano le prove che potrebbero incriminare i veri colpevoli che corrispondono a coloro che tengono in piedi questo sistema infame di rendere colonia interna la Sicilia. Qualche bravo Magistrato che è bravo perché fuori dal sistema di potere alla fine sarà ostacolato e risulterà incongruente nelle sue indagini o trasferito o peggio ancora pagherà con la vita il suo senso del dovere. Mentre, il sistema continuerà a tenere sotto scacco la società siciliana e renderla ricattabile e manovrabile. Per questo uomini valorosi come Canepa hanno pagato con la vita un’ideale sicilianista e Falcone e Borsellino con le stragi un’ideale di Antimafia.
Questa è una tattica già ben rodata di chi ci vuole colonizzati e consiste nel dividere la società siciliana con campagne di propaganda infami che ci coinvolge in contrapposizioni ideologiche e fratricide per poblemi che creano loro e che ci buttano come trappole in mezzo ai piedi.