- Osservatorio Sicilia/Mondo e Dintorni - http://www.osservatorio-sicilia.it -

Ospedale di Agrigento. Finirà tutto a tarallucci e vino

... depotenziato! [1]

... depotenziato!

Egregio direttore,

Sono i bocconi amari le ingiustizie, le infamie, le prepotenze, che ci tocca d’ingozzare, che ci infradiciano lo stomaco.        
Dette molti anni fa da un mio illustre concittadino (Pirandello) sembrano coniate adesso. E credo che ci si  dovrebbero  vergognare, per quanto si legge nei giornali.
 Assistere passivamente al degrado ambientale, e alla quotidianità delle cose, è diventata la consuetudine, dove si assiste passivamente al “tributo” più alto d’Italia per l’acqua,  che viene erogata, se tutto va bene ogni 2 / 10 giorni, e subendo passivamente anche per mesi l’inquinamento di sostanze che hanno fatto diventare di color sabbia la stessa, e dove dover bere dell’acqua dissalata, con costi spaventosi è normale, e vendere dell’acqua, da un comune della provincia, S. Stefano di Quisquina a una multinazionale, prendendo nemmeno la metà dei soldi che Agrigento paga ai due dissalatori di Gela e di P. Empedocle è normale.    Si vuol fare turismo, assistendo passivamente al degrado ambientale delle nostre coste per il versamento a mare dei liquami attraverso dei pennelli.  Dove si assiste alla desertificazione e all’abbandono del territorio Agrigentino di tantissimi giovani, che non accettano il cappio dello scambio (posto = voto). Dove l’abbandono di numerosissimi posti di lavoro, per privatizzazioni innaturali e taroccate  hanno fatto perdere numerosissimi posti di lavoro. Oggi l’ulteriore smacco agli Agrigentini viene dato dalla chiusura dell’ospedale S. G. di Dio, dopo che ci sono voluti 25 anni per la sua costruzione L’ ospedale costruito con calcestruzzo depotenziato, in altre parole adoperando molta sabbia e poco cemento, a parere delle autorità rischia di collassate per un eventuale sisma  di bassa intensità.      
 Da parecchi anni gli sfortunati Agrigentini che per necessità erano andati alla Consolida ( nome che prende dalla zona in cui viene costruito), si erano resi conto dei primi segni di scollamento del pavimento, e assistetti, mio malgrado, alla  caduta di una infermiera, che  inciampò su una mattonella di linoleum incollata “si fa per dire” ad una massicciata fatta di  sabbia, evidenziando in modo inequivocabilmente la compattezza del cemento usato. Un fatto è certo ci distinguiamo sempre per le NEGATIVITA:’ E anche per il numero dei deputati che sappiamo portare al parlamento.       
 Il ridicolo di tutto questo è, che se non saranno celebrate subito gli accertamenti delle responsabilità delle 22 persone coinvolte nell’inchiesta della costruzione, per una legge fatta “ad personam” andranno in prescrizione, 5 anni sono passati, altri 2anni e mesi 6,  e a pagare come al solito, sarà solo la comunità di Agrigento e provincia.    

Lettera Firmata