Le scuse per l’occupazione coloniale e i 5 miliardi di euro “gentilmente concessi dal governo italiano al leader libico non sono bastati a fargli cambiare comportamento. Gheddafi è Gheddafi. Potente e prepotente con i deboli (l’Italia), remissivo con i forti (USA).
Solo dall’accondiscendenza del governo italiano poteva ottenere di avere montata sia a Roma che all’Aquila, la sua tenda beduina. Non si è trattato di ospitalità, si è trattato di chiara sottomissione di uno stato sovrano (sic) ai voleri di un uomo che da decenni si fa beffe dell’Italia e degli italiani.
E l’Italia di Berlusconi subisce perché così pensa di tutelare i grandi gruppi industriali del nord quali Impregilo, Fiat, Eni, Snam etc., senza curarsi dell’incolumità dei pescatori siciliani che per effetto della prepotenza libica di estendere il limite delle sue acque territoriali, unilateralmente e contro il diritto internazionale, da 12 a 72 miglia nautiche, sono bersaglio delle motovedette libiche e dei capricci di Gheddafi.
Ed ancora una volta siamo ostaggio di un beffardo uomo che gioca con l’Italia come il gatto gioca con il topo ed altri due peschereccio sono stati “sequestrati” dai libici che si comportano come pirati.
Fin quando l’Italia si umilierà nei confronti della Libia? Signor Berlusconi quando andrà a trovare, sotto una tenda nel deserto della Sirte, il suo amico Gheddafi, non parli solo di Eni, Fiat, Impregilo ed altri, parli e pretenda dalla Libia il rispetto del diritto internazionale.
E se continua a comportarsi da pirata, denunci la Libia ed il suo leader per pirateria internazionale.
Solo così dimostrerà di essere il Presidente del Consiglio di uno stato sovrano!
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