”Per quello che e’ la mia esperienza nel periodo di Caltanissetta durante il quale ci siamo occupati di indagini sull’agenda rossa di Paolo Borsellino, credo di potere concordare con il procuratore Sergio Lari: i segnali che emergono indicano una sottrazione non a favore della mafia che peraltro avrebbe ricavato ben poco profitto dalla lettura dall’agenda di Borsellino”.
Questo è quanto ha dichiarato ad Adnkronos il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo tornando a parlare del mistero dell’agenda rossa.
Secondo quanto afferma il procuratore, l’agenda rossa sarebbe stata sottratta ‘’semmai da altri o da diversi ambiti che avrebbe sì potuto ricavare qualche elemento importante dalla lettura dell’agenda”.
Sempre Messineo, afferma ”Se e’ vero che nell’agenda rossa c’erano annotati elementi relativi alla cosiddetta trattativa tra lo Stato e la mafia, e’ chiaro che questi elementi interessavano marginalmente la mafia ma potevano interessare altri e diversi ambienti”.
Una dichiarazione importante quella di Messineo ma la domanda che spesso viene inutilmente riproposta è: come mai tanti fili pendenti e tanti fatti anomali nell’inchiesta” sono rimasti pendenti ed anomali ?
Se lo stato, attraverso suoi referenti istituzionali quali possono essere stati elementi dei servizi segreti, ha trattato con i boss locali del primo livello, sarà molto difficile che la verità possa mai venire a galla considerato che il così detto secondo e terzo livello, cioè la mafia vera, quella degli insospettabili, non quella dei ricercati eccellenti e capi rioni, è parte dello stato ed inserita saldamente nella politica, nella finanza, nelle banche, nelle assicurazioni, nelle istituzioni nazionali, regionali, provinciali e comunali nessuna esclusa, compresi anche settori dell’antimafia.
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E’ sconcertante sentire parlare dell’agenda rossa di Paolo Borsellino e dei tantissimi casi di intrecci tra mafia e politica i molti e titolati Magistrati Antimafia
E’ come se parlassero di convinzioni personali e accademiche o di studi letterari, invece anche i bambini, oramai sanno che le stragi del ’92 sono state fatte dalla mafia come esecutori e che i mandanti e i registi sono a Roma. Infatti, all’epoca dei fatti hanno chiuso indegnamente e in malafede la questione con le rivelazioni del pentito, pluri ritrattatore, “Scarantino”.
La demagogica Magistratura Antimafia su quelle stragi ha tanti elementi da poter incriminare interi uffici e gabinetti Istituzionali palesemente implicati, ma l’obbligatorietà a procedere è solo per la gente comune e non per i potenti di Roma che garantiscono interessi ai capitalisti Lombardo-Piemontesi.
Questi Magistrati fanno finta di capire e di indagare su quello che è successo mentre per 17 anni hanno fatto di tutto per insabbiare dichiarazioni di collaboratori di giustizia e non hanno considerato documenti d’indagini che portavano in siti fuori della Sicilia.
Questi Magistrati parlano di collusione tra mafia e politica non facendo nulla in questo senso e sapendo che i corleonesi erano, in Sicilia, un sistema di governo extralegale proliferato nella nostra Regione per concordato consenso e mandato della politica romana filo nord.
VERRA IL MOMENTO IN CUI IN SICILIA NON SI FARANNO PIU’ LE CAMPAGNE ELETTORALI TRA CENTRO-SINISTRA E CENTRO-DESTRA, MA TRA CHI E’ SICILIANO E CHI NON LO E’..