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TELECOM Italia, tra abusi e violazioni dei diritti del consumatore

[1]Le leggi italiane, le regole del mercato, i diritti del consumatore dovrebbero garantire il cittadino da abusi e soprusi messi in atto da aziende che forniscono servizi.

A questo proposito sono state istituite le autorità di garanzia ma paradossalmente, queste autorità non servono allo scopo e i gruppi industriali, vedi TELECOM Italia, applicano proprie normative interne, assolutamente illegali, in barba alle leggi dello stato, sicuri dell’impunità.

Succede quindi che un contenzioso con TELECOM Italia, diventi nel giro di poco tempo  per effetto della posizione dominante arbitraria del gestore telefonico, un serio problema per il cittadino che diventa impotente contro abusi e prepotenze dell’azienda.

Per meglio chiarire. TELECOM Italia garantisce un servizio dietro pagamento anticipato del canone. Di norma con la fatturazione si pagano i servizi usufruiti nel periodo di abbonamento del canone e si anticipa il costo del canone del bimestre successivo.

In caso di omissione di pagamento della fattura, TELECOM Italia dopo qualche tempo disattiva la linea e tutti i servizi connessi senza alcuna “formale” comunicazione al cliente.  Di norma TELECOM Italia si limita ad inviare una lettera “ordinaria” e quindi non raccomandata, per informare il cliente del ritardo del pagamento con l’avviso di distacco del servizio.

In questo caso, TELECOM Italia potrebbe essere criticata per il suo modo assolutamente non rispettoso del cliente visto che non si preoccupa di accertarsi se il cliente abbia ricevuto o meno l’avviso, ma, considerato che al mancato pagamento della fattura ne consegue anche il mancato pagamento ANTICIPATO del “CANONE” ,   l’interruzione potrebbe considerarsi una operazione consequenziale all’inadempienza del cliente.

Rimane il problema dell’avviso di distacco che deve comunque essere notificato al cliente e non dovrebbe essere messo in atto almeno fino alla certezza che il cliente sia stato informato del mancato pagamento che a volte può derivare anche da problemi delle Poste Italiane o da un problema della banca di appoggio della fattura.  

Se è tutto in automatico, i computer di TELECOM Italia dovrebbero inviare una lettera raccomandata con avviso di ricevimento per essere sicuri che il cliente venga informato. Ma questo accade in un paese dove cliente e gestore hanno pari diritti e pari doveri. In Italia il cliente ha solo doveri e il gestore tutti i diritti.

Diverso è il caso di distacco di linea telefonica per questioni economiche di lievissime entità, due tre decine di euro, scaturite da “contestazioni” di una o più fatture e quando, come nel caso di cui ci interessiamo, i pagamenti delle fatture e quindi de canoni mensili risultano regolarmente effettuati a TELECOM Italia.

In questo caso, TELECOM Italia, infischiandosene delle leggi italiani, dei diritti del consumatore, dell’etica commerciale ed industriale, trovandosi in una posizione di forza perché in possesso del “rubinetto”, senza alcuna giustificazione legale, interrompe il servizio pur avendo incassato anticipatamente dal cliente il relativo canone di esercizio.

Come si può definire il distacco del servizio in una situazione del genere se non un chiaro abuso di posizione dominate e un abuso di  potere? 

Un’ultima osservazione. Quando si paga la fattura con qualche giorno di ritardo, e purtroppo causa le poste italiane succede spesso, Telecom Italia addebita interessi di mora. Orbene, poichè questi interessi di mora vengono addebitati in esenzione IVA , come vengono contabilizzate queste entrate?

A TELECOM Italia la risposta.