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Miccichè e il partito del Sud. Al sole di Sorrento tanti limoncelli ed aria fresca

[1]Dopo Sorrento pausa di riflessione per i parlamentari del Pdl che si sono incontrati con  Gianfranco Micciché per discutere sul Partito del Sud che dovrebbe essere la panacea di tutti i mali del meridione.All’incontro hanno partecipato Stefania Prestigiacomo, Antonio Martino, Adriana Poli Bortone. Assente Marcello Dell’Utri, ufficialmente perché impegnato ma che ha già fatto cadere il progetto affermando che alla fine questo partito sarà solo una costola dell’attuale PDL, solo formato da politici meridionali. Una corrente minoritaria ed ininfluente all’interno di un partito che ha un solo ed unico padrone: Berlusconi.

Insomma, un contenitore, cos’, tanto per … 

Significativa e sufficientemente azzeccata la dichiarazione di Roberto Claderoli della Lega Nord a proposito di questo attivismo mediatico : “….Al sud serve Obama, non Pulcinella”.

Caustico Salvatore Cuffaro  che definisce l’incontro degli uomini del PDL a  Sorrento “un flop”,  “….Doveva essere una ressa di grandi ospiti che si spintonavano per essere fra i primi ad entrare nel nuovo partito: è stata la riunione di quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo. Alla fine tutti insieme appassionatamente sono riusciti a partorire un documento di supplica al premier”.

E che da Berlusconi alla fine tutti andranno, questo appare certo, magari con una bottiglia di limoncello ed un rametto di ulivo tra le mani.

Ma Micciché insiste e difende il suo progetto che sembra tutt’altro che partorito e forse neanche ipotizzato seriamente,  ed “afferma che E”… ‘ iniziato un processo per decidere se le regioni devono dire ‘mors tua, vita mea’ o debba nascere una collaborazione fra i territori in un interesse reciproco senza nessuno costretto a sacrifici per fare contento gli altri. Fino ad oggi nessun partito nazionale ha affrontato con incisività il problema del Sud. Solo una dialettica positiva, non offensiva e senza furbetti potrà portare tutto il Paese ad un reale sviluppo economico”.

Già, ma il problema, a parte quello del partito del sud per il quale Miccichè è già stato diffidato dal Segretario Nazionale del Partito del Sud che è nato nel 2002, è quello di capire con quali politici si dovrebbe operare per il sud e per la Sicilia.

Miccichè rifiuta l’etichetta di un sud piagnone  e afferma che si stanno per intraprendere iniziative che probabilmente spaventano alcuni politici e alcuni territori.

Più verosimilmente i più spaventati sembrano proprio i politici che si sono “convertiti” all’autonomismo e al sud senza peraltro essere in grado di staccare il cordone ombelicale che li lega al grande padrone del PDL.

In tutto questo “movimento” si agita, spinto dalla disperazione, un certo Raffaele Lombardo da Catania,  continua come e più dei suoi predecessori, all’occupazione sistematica della macchina regionale senza curarsi dei grandi problemi della Sicilia. Voleva l’MPA nazionale e si è ritrovato in mano un pugno di mosche e tanti guai politici.

Berlusconi ci vuole ridurre ad una ciminiera con inceneritori, rigassificatori, centrali nucleari e raffinerie ma Lombardo ha in mente i fondi FAS, il resto è solo teatro. I FAS sono soldi, con i soldi si governa ma è difficile che si possa far sviluppare l’economia del territorio solo con i soldi. Ci vogliono idee e progetti innovativi, Lombardo ed il suo governo invece, “amministrano” il passato senza pensare al futuro, così come hanno fatto i suoi predecessori.

Non siamo d’accordo con Calderoli quando afferma che al sud non serve Pulcinella, ma  OBAMA, pensiamo che al Sud e alla Sicilia servano politici animati da veri sentimenti regionalistici ed autonomisti provenienti dalla base e formati tra il popolo.

L’esperienza lega che qualcuno voleva attuare in soli tenta giorni è nata oltre vent’anni fa e si è fortemente radicata nel territorio perché proveniente dal territorio ed i suoi politici, antipatici a molti, fanno gli interessi del nord e lo sanno fare bene.

Mentre i politici del sud e della Sicilia, troppo attaccati alle poltrone ed al potere feudale,  parlano di partiti e di come dividersi le zone di influenza, Bossi dichiara che la Padania nascerà e Venezia sarà la sua capitale.

La Lega ha un progetto: il federalismo vero e l’autodeterminazione, senza ma e senza se.

Cosa hanno in mente Micchichè, Lombardo, Dell’Utri, Prestigiacomo, Martino è un’altra cosa.

Già, un’altra cosa, con tanti ma e con tanti se.