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Ospedale Cardilla di Marsala. La doppia partita politica e tanti dubbi

[1]Se mai ce ne fosse stato bisogno, quanto è accaduto ieri tra Marsala e Palermo, è la conferma di una profonda spaccatura tra la Giunta e il Consiglio di Marsala.

Il Presidente del Consiglio Comunale Oreste Alagna e il Presidente della Commissione Sanità, Vincenzo Martinico, si è incontrato a Palermo con l’assessore regionale alla sanità Massimo Russo.

Alagna ha chiesto chiarimenti sui tempi necessari al trasferimento delle unità operative nel nuovo  Cardilla, e assicurazioni circa la quantità dei servizi che saranno disponibili nel mega complesso ospedaliero.

 Fin qui nulla di strano. Una visita istituzionale ad alto livello che si presumeva concordata con la Giunta, invece, ecco il colpo di teatro.

Alle 10 del mattino dello stesso giorno, dall’ufficio stampa del Comune arriva la comunicazione di una conferenza stampa urgente che il sindaco avrebbe tenuto alle ore 12.30 con il Direttore Generale dell’SL 9 D’Antoni.

Identico il risultato dell’incontro e della conferenza stampa, e non poteva essere diversamente.    

“Il trasferimento del reparto di chirurgia dal San Biagio all’ “Abele Aiello” di Mazara del Vallo è solo temporaneo in attesa di attivare le sale chirurgiche e la relativa divisione nel nuovo Ospedale di contrada Cardilla. Ancora nella nuova struttura nosocomiale sarà operativa la Divisione di Ortopedia e verrà concessa,  per assicurarne la piena funzionalità una proroga fino al 31 ottobre al personale assunto a tempo determinato”. Non si capisce però come possa fare il reparto a funzionare dopo tale data senza a meno che non si in previsione un suo accentramento a Salemi …

Per quanto riguarda il problema del reparto chirurgia, anche qui, parallelamente a Marsala che a Palermo, stesse assicurazioni: il trasferimento è momentaneo e per fronteggiare le emergenze chirurgiche, in questo periodo in cui la chirurgia è stata trasferita temporaneamente a Mazara, l’Assessore ha già allertato e dato disposizioni al personale delle ambulanze coordinate dal 118 di trasferire i traumatizzati ed i feriti che necessitano di cure chirurgiche nei vicini ospedali di Mazara e Trapani, a secondo della minore distanza.   Qualche dubbio sul ritorno della chirurgia a Marsala rimane considerata la scarsità di personale medico, paramedico ed infermieristico che già al San Biagio ha messo in crisi i servizi.  

Così come qualche dubbio sull’assetto finale del nosocomio rimane considerato che lo stesso D’Antoni non ha fatto mistero che avendo l’ASL 9 solo 35 chirurghi è chiaro che bisogna far quadrare i conti …

Come andrà a finire lo sapremo, forse, non prima di fine anno ma intanto va sottolineato come ancora una volta la politica locale è andata avanti in ordine sparso su una questione di vitale importanza per la comunità.

Non è pensabile che l’incontro tra Alagna e Russo sia stato concordato con il Sindaco visto che questi la mattina dell’incontro ha convocato una conferenza “urgente” avente lo stesso tema e soprattutto ottenendo le stesse risposte?

Pensiamo che queste situazioni possano far perdere di credibilità alla politica ma soprattutto mettono in risalto situazioni di conflittualità che dovrebbero quantomeno rimanere confinate a livello locale.

C’è una cosa che però non appare chiara. D’Antoni ha affermato che presso il San Biagio rimarrà attiva una unità operativa che fungerà da presidio territoriale di assistenza ed è previsto che vi siano anche laboratori che saranno utilizzati da medici per effettuare a pagamento in intra moenia visite specialistiche.

La perplessità riguarda il fatto che l’Ospedale è stato dichiarato inagibile e con ordinanza del sindaco deve essere sgomberato, quindi appare quantomeno strano che già si pensi a continuare a tenerlo in esercizio. Chi si assumerà la responsabilità?

Secondo. Ma se già il personale è insufficiente per il San Biagio ed assolutamente inadeguato numericamente per il nuovo nosocomio di cui ancora non si sa quale nome abbia anche se l’ASL ha messo già un bel cartello con “Ospedale Paolo Borsellino”, come fa il Direttore Generale dell’ASL 9 a pensare di tenere in esercizio due strutture?

Misteri.