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SilPol sui fatti di Petrosino (TP)

L’autovettura privata di un Commissario della polizia municipale di Palermo, nonché validissimo dirigente nazionale del S.I.L.Po.L. (sindacato italiano lavoratori polizia locale), Caterina Saccomanno, è stata data alle fiamme la sera del 10 Luglio scorso, mentre era posteggiata davanti al Comando della polizia municipale di Petrosino, piccolo Comune della Provincia di Trapani dove da qualche giorno Caterina presta servizio, insieme ad altri colleghi di Palermo, in supporto ai colleghi di Petrosino, a sostegno dell’attività operativa che nel periodo estivo si intensifica notevolmente.

Ad accorgersi dell’evento è stata la stessa Caterina Saccomanno, mentre era di pattuglia verso le ore 21.00, la quale notava una intensa colonna di fumo, provenire proprio dalla zona in cui si trova la palazzina del Comune.

L’atto, che non si stenta a definire intimidatorio, segue una serie di controlli al codice della strada, particolarmente svolti dal nucleo di colleghi di Palermo, durante l’attività operativa effettuata dalla polizia locale sul territorio di Petrosino, in funzione della pianificazione dei servizi da effettuare nell’ambito della tutela della sicurezza urbana, voluta dallo stesso Sindaco.

Non è escluso che gli ignoti malviventi fossero ben consapevoli di colpire un preciso obiettivo, dal momento che la vettura della collega Caterina Saccomanno era l’unica a trovarsi posteggiata nel piazzale davanti il Municipio, dove ha tra l’altro sede il Comando della polizia muicipale.

Questo ennesimo evento, che vede coinvolta la polizia locale, non può che farci, ancora una volta, esternare una profonda ed amara riflessione su come, nonostante il sempre maggiore impegno sul territorio richiesto agli operatori delle polizie municipali e provinciali italiane dallo Stato e dalle Comunità locali, il Governo nazionale ed il Governo regionale della Sicilia siano assolutamente assenti ed evitino, senza pudore, di intervenire legislativamente con delle leggi, che diano risposte concrete ed omogenee ai Corpi di polizia locale, in merito alla loro organizzazione, alla struttura, all’esercizio delle funzioni e dei compiti nell’ambito della sicurezza pubblica generale e dei rapporti con le altre forze di polizia. Ma soprattutto che riconoscano definitivamente alle polizia locali d’Italia quello status giuridico ed economico di forza di polizia, che consentirebbe a tutti di ricevere finalmente quella giusta ed ineluttabile dignità professionale, negata ancora da più parti senza specificazioni alcune. Nel contempo l’attuale Governo Nazionale, tra gossip, G8, nucleare ed inutili riforme, emana un pacchetto sicurezza di straordinari impatto e portata, ma pensa bene di lasciare nell’anacronistica organizzazione aziendale un’istituzione, la polizia locale, che esercita invece una pubblica funzione di rilievo costituzionale, mentre, intanto, i suoi operatori divengono, ogni giorno di più, specialisti della sicurezza urbana, chiamati ad intervenire, senza sconti, su tutti gli ambiti delle attività umane e produttive del “Sistema Italia”, seppur tra le difficoltà oggettive degli organici in penitenza e delle scarsissime risorse economiche e tecnico-organizzative, che stanno divenendo una piaga incurabile, tra i mali causati troppo spesso anche dalla cattiva o allegra gestione degli enti locali.