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Sicilia turistica. Arrivano i turisti e la Regione chiude le guardie mediche turistiche …

[1]Qualcuno penserà che è tutto uno scherzo, invece è la pura e semplice verità. In Sicilia, per disposizione dell’assessore alla sanità Massimo Russo, che ritiene, bontà sua,  di aver sanato la sanità siciliana, chiudono le guardie mediche turistiche.  

Una contraddizione imbarazzante ma soprattutto la conferma che la politica sanitaria di Massimo Russo è fatta di tagli indiscriminati, lasciando inalterato il sistema malato della sanità regionale. Tra tanti tagli, uno fa sorridere, diminuiscono le Asl ma si costituiscono oltre 20 distretti sanitari con un aumento esponenziale del numero dei direttori generali super pagati e fortemente politicizzati.   

Il deputato Vincenzo Lo Giudice, del Gruppo parlamentare all’ARS UDC, afferma che «La soppressione delle Guardie mediche turistiche, in una Regione che aspira a vivere di turismo e il cui Governo, a parole, dice di volerne migliorare i servizi, è l’ennesima, imbarazzante contraddizione  di una politica sanitaria in cui si procede con la calcolatrice e non si ha idea di cosa accade nella realtà di tutti i giorni, nei comuni, sul territorio. 

Caso esemplare è quello di Erice, città  piena di francesi, tedeschi, irlandesi, dove già da oggi un turista che avrà bisogno di un banale controllo pressorio, sarà costretto a scendere a Trapani, con tutti i disagi e i rischi che ciò comporterebbe.

L’Ausl 9 di Trapani, applicando le direttive dell’assessore Russo, ha infatti chiuso la Guardia Medica Turistica della Vetta perché tra quelle esistenti era quella che aveva registrato il minor numero di interventi.  

Ancora una volta dunque, si è proceduto con la calcolatrice, derogando persino al buon senso che avrebbe dovuto suggerire di non sopprimere un presidio di assistenza sanitaria in un luogo che, dal punto di vista turistico,  è una sorta di vetrina internazionale. 

 Per fare quello che sta facendo l’implacabile ragioniere della Sanità, potevamo fare anche ameno di un ex Pm e di quel modo di operare che lui ha elevato addirittura a “metodo”: sarebbe bastato un contabile d’azienda con la direttiva di sanare un bilancio. 

Se poi pensiamo che i tagli applicati da Russo vengono giustificati dall’esigenza di ripianare il deficit sanitario cui hanno contribuito i compagni di partito di Russo, non si può continuare a sottacere che la Regione continua a spendere 2,5 milioni di euro all’anno per delegare ad una società di revisione la verifica dei conti del bilancio, spesa di fronte alla quale Russo continua ad essere sorprendentemente ambiguo»