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Quattro magistrati antimafia citano l’ex sindaco di Marsala Eugenio Galfano

[1]Nel panorama politico giudiziario della tormentata città di Marsala, giunge fragorosa, la notizia che quattro  magistrati antimafia, Massimo Russo, ora assessore regionale alla Sanità, hanno citato per danni l’ex sindaco di Marsala Eugenio Galfano. Calogero Roberto Piscitello, capo di gabinetto del Ministro di Grazia e Giustizia Alfano, Calogero Gaetano Paci e Alfredo Morvillo , in data 13 maggio 2009, hanno infatti citato  l’ex sindaco per fatti conseguenti agli sviluppi dell’indagine giudiziaria “Progetto Peronospera III” finalizzata a fare luce su presunte infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione marsalese.

I quattro magistrati, tutti all’epoca magistrati della DDA di Palermo,  nel marzo 2007 sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta per il reato di rilevazioni del segreto d’ufficio, reato che sarebbe stato consumato nel corso di un colloquio avuto dai quattro  presso gli uffici della Procura di Marsala  con il notaio Eugenio Galfano, allora sindaco della città.

Il PM di Caltanissetta, dopo lunghe e complesse indagini, ha presentato a gennaio 2008, richiesta di archiviazione, accolta dal Giudice delle Indagine Preliminari in data 25.3.2008.

A questo punto, accertato dalla Magistratura che i quattro Magistrati non avevano commesso alcun reato e più precisamente non avevano rilevato alcuna notizia circa i procedimenti di cui erano titolari, ecco che arriva puntuale la citazione per danni contro l’ex Sindaco  per “aver diffuso notizie calunniose, diffamatorie, non rispondenti al vero e gravemente lesive della loro (ndr. dei magistrati) professionale, istituzionale e personale con inevitabile conseguenze morali ed esistenziali“. 

Secondo i magistrati citanti, la strategia di Galfano inizia con il contatto con il dott. Russo per fissare un incontro, apparentemente di carattere istituzionale per complimentarsi del successo investigativo ottenuto e fornire la collaborazione possibile, era finalizzato, in realtà, si continua nella citazione a farlo apparire come portatore di segreti giudiziari e longa manus della magistratura nell’ambito della comunità marsalese.

All’incontro Russo si presenta, provvidenzialmente secondo quanto si afferma nella citazione, accompagnato da Morvillo, Paci e Piscitello.

La citazione è ben circostanziata è riporta, per meglio chiarire le accuse contro Galfano, ampi stralci di intercettazioni telefoniche.

Dalle intercettazioni riportate nell’atto di citazione, emerge, secondo quanto vi si afferma, lo scopo perseguito dal dott. Galfano, non appena ricevuta la notizia dell’ordinanza di custodia cautelare e prima di incontrare i magistrati di Palermo, di sfruttare la situazione creatasi per ribaltare gli equilibri politici in seno al Consiglio Comunale marsalese provocando le dimissioni  ma rimanendo in carica come Sindaco.

Secondo le contestazioni della parte citante, l’idea del sindaco era quella di provocare artificialmente – attraverso la millanteria delle informazioni ricevute dai magistrati titolari dell’inchiesta e falsità messe in circolo su nuovi ed imminenti avvisi di garanzia diretti a politici del centro destra marsalese – quei nuovi sviluppi in grado di piegare la volontà dei consiglieri e spingerli alle dimissioni in blocco.

Ed in effetti, nell’arco di alcuni giorni, e dopo l’arresto del funzionario comunale Esposto, 16 Consiglieri si sono dimessi provocando quindi la decadenza di tutto il Consiglio ed il suo successivo commissariamento, anche se i magistrati non hanno  mai inviato alcun avviso di garanzia a nessun consigliere comunale.

Il notaio Galfano, secondo l’atto di citazione, ha potuto ed  avuto interesse a porre in essere la condotta criminosa in quanto sindaco di Marsala.

Sempre secondo quanto si afferma nell’atto di citazione, Galfano, senza la carica di sindaco in quel momento ricoperta non avrebbe potuto incontrare i magistrati palermitani e non avrebbe potuto – anche perché sarebbero venuti meno interessi e motivi – porre in essere l’azione delittuosa .

Eugenio Galfano ora dovrà comparire il 18 dicembre 2009 innanzi al Tribunale Civile di Caltanissetta .

I quattro magistrati che sono rappresentati dall’avv. Liborio Paolo pastorello, chiedono a Galfano un risarcimento di danno non patrimoniale di un milione di euro.