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I massoni festeggiano a Marsala il loro rito simbolico italiano a Marsala

[1]Ricorre quest’anno il 150° anniversario della fondazione del rito simbolico italiano, avvenuta  a Torino l’8 ottobre 1859 ad opera della R.L. Ausonia. 

La scelta della loggia massonica italiana di festeggiare questo anniversario a Marsala, anticipando di ben 5 mesi la data ufficiale della costituzione del rito simbolico italiano, probabilmente è stata dettata dall’esigenza massonica di puntualizzare, semmai ce ne fosse bisogno, la loro opera che ha portato la Sicilia alla sottomissione savoiarda prima e repubblicana dopo, ma soprattutto la loro presenza in Sicilia e in particolare a Marsala. 

Si ritengono orgogliosamente protagonisti di quello che viene definito il risorgimento italiano e dell’unità d’Italia. 

Unità che è figlia di inganni, truffe, voltagabbana e traditori che si sono venduti al massone Garibaldi che in Sicilia è stato l’artefice di un male infinito. Fatto da lui stesso ammesso. 

Il grande apporto dato dai massoni siciliani e marsalesi, A. Damiani fra questi,  al massone Garibaldi, ha prodotto i più grandi guasti della storia siciliani e gli invasori, che dovevano probabilmente essere tutti dei rambo, si sono coperti di crimini efferati e se la storia del così detto risorgimento, il periodo più buio della storia savoiarda al soldo inglese, probabilmente lo si deve alla grande influenza che la massoneria ha avuto e per certi aspetti, considerando i fatti degli ultimi decenni, continua ad avere sulle istituzioni italiane. 

Il convegno si è tenuto presso il Convento del Carmine, ed ovviamente si è discusso di  “Frammenti di Storia Sacra del Risorgimento: Il Garibaldismo” al quale ha partecipato anche Gustavo Raffi, di Ravenna, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, la più grande obbedienza massonica, ospite della loggia A. Damiani di Marsala.         

Ma sono frammenti della storia secondo la massoneria, non vero confronto. Come per lo stato italiano, monarchico prima e repubblicano oggi, la massoneria non ha interesse a confrontarsi per riscrivere la storia del così detto risorgimento. Quella vera però, non quella di parte scritta a piene mani dai vincitori e di quanti sono saliti sul loro carro per viltà.

Aspettiamo, da siciliani, che la massoneria faccia il primo passo verso il ristabilimento della verità storica.