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A Marsala si parla di sviluppo del territorio e cargo aereo. Su 24 comuni solo 5 presenziano al vertice lilybetano.

Secondo vertice operativo a Marsala, convocato dal Sindaco Renzo Carini, per l’istituzione in provincia di una linea cargo che consenta di trasportare velocemente i prodotti facilmente deperibili della nostra agricoltura nei mercati del nord Europa ed anche oltre.Al vertice sono stati invitati a partecipare tutti i sindaci del trapanese, essendo il problema comune a tutta la provincia.

Dei 24 sindaci, oltre a Marsala che ha organizzato e presieduto il vertice con il vice sindaco Michele Milazzo,  hanno partecipato l’assessore Guglielmo Anastasi in rappresentanza della Provincia Regionale di Trapani, degli assessori Antonino Brillante (Erice), Mario Sucamiele  (Valderice), Nino Centonze (Castelvetrano) e Vito Candela (Buseto Palizzolo); nonché del presidente dell’Airgest Salvatore Ombra e del colonnello dell’Aeronautica militare Gianluca Di Battista. Presenti anche il giornalista Michele Santoro ( che cura i rapporti con la società che dovrebbe gestire la linea cargo) e gli assessori comunali Ignazio Chianetta e Vincenzo Ronci.

Dei rimanenti 19 sindaci, nessuna notizia. Poco prima del vertice abbiamo potuto constatare che i colleghi dell’Ufficio Stampa hanno cercato affannosamente ed inutilmente di mettersi in contatto con i vari comuni per avere notizie circa la presenza dei vari sindaci o di un loro rappresentante.

La cosa che è apparsa grave, è il fatto che ad un invito formale di una amministrazione non si dia seguito. Non solo ben 19 sindaci non sono intervenuti al vertice, ma addirittura sembra che non abbiano ritenuto necessario far giungere a Marsala una pur qualsiasi comunicazione per giustificare l’assenza o declinare l’invito. 

In ogni caso, nel corso della riunione è emerso che tutti i Comuni presenti per voce dei loro rappresentanti e la Provincia sono pienamente favorevoli all’istituzione nell’aeroporto “Vincenzo Florio” della linea Cargo che darebbe nuovi impulsi e sbocchi di mercato ai nostri operatori commerciali. “A questo nuovo incontro abbiamo fatto partecipare i rappresentanti dei Comuni della Provincia che come noi hanno fatto presente di condividere l’iniziativa – precisa il Vice Sindaco Michele Milazzo. Rimaniamo adesso in attesa della risposta del Consiglio d’Amministrazione dell’Airgest che dovrà pronunciarsi sulla nostra richiesta“.  Se, come è auspicabile, la risposta dovesse essere positiva sarà dato mandato ai tecnici degli enti locali di predisporre quanto necessario per la creazione di quanto necessario per l’attivazione della linea cargo: ricerca della piazzola di sosta, centro di stoccaggio delle merci, ecc.

Nel corso della riunione si è anche parlato dell’istituzione di uno sportello informativo che promuova il territorio. A tal riguardo sempre l’avvocato Milazzo ha proposto l’istituzione di un’agenzia a livello provinciale che, all’interno dell’aeroporto, coordini uno spazio dove vengano messe in mostra  coordini  quanto necessario per la pubblicità delle peculiarità della provincia di Trapani.   

Quali possibilità quindi per lo sviluppo reale del territorio? Poche. Poche perché a parte l’assenza di ben 19 sindaci, bisogna considerare che il Presidente di Airgest appare fermamente contrario alla realizzazione di un “terminale” cargo all’aeroporto di Birgi, votato esclusivamente, per decisione dei soci Airgest, al traffico passeggeri.

Va però considerato che con il vettore presente, Ryaneir, e con l’attuale volume di traffico ed il previsto raggiungimento di quota un milione di passeggeri (che non significa un milione di turisti),  il bilancio dell’aerostazione è destinato a rimanere in perdita, oltre il 2008 e 2009,  almeno fino al 2013 sempre che si raggiunga la soglia fisiologica minima di 2,5 milioni di passeggeri l’anno per portarlo almeno a pareggio.

Rayneir, secondo le scarse informazioni che siamo riusciti ad ottenere sul contratto, che riteniamo capestro per Airgest, versa 3 euro passeggero e imporrebbe una penale per eventuali ritardi nella partenza dei velivoli causati da disguidi aeroportuali, e paga un “pedaggio” (quota per i servizi a terra) di 290 euro, molto al di sotto del costo minimo previsto in Sicilia che è di 590 euro (Catania).

Ad Airgest non sembra sia riconosciuto da Rayneir alcuna penale per i ritardi del vettore, sia in partenza che in arrivo, e non è dato di sapere se la compagnia corrisponde allo scalo un importo quale “affitto” di tutti i locali messi a sua disposizione.

Per aggravare il bilancio di Airgest, il costo del servizio per passeggero che è di 9 euro contro 3 incassati da Rayneir.

A queste condizioni appare quantomeno incredibile che si affermi, pregiudizialmente, che Birgi non può affrontare un sistema cargo.

Adesso si aspetta che il CdA si esprima e successivamente il tutto passa all’assemblea dei soci.  La tempistica? Non è stata decisa e quindi verosimilmente passeranno mesi prima di sapere cosa ne  pensa il CdA di Aigest.

Intanto il tempo passa e Trapani, isolata da tutte le vie di comunicazione, si appresta ad arrivare al 2010 isolata completamente. I prodotti deperibili continueranno a rimanere invenduti mentre le amministrazioni locali continueranno le loro inutili e dispediose campagne promozionali sapendo, come ha affermato un importatore di pesce invitato a Marsala durante la manifestazione FancyFisch, che il pesce, o qualsiasi altro prodotto deperibile non potrà mai lasciare il territorio per i mercati esteri.

Ma gli imprenditori ed i produttori agricoli sapranno chi ringraziare. Quei politici che ogni anno girano il mondo a proporre un prodotto “invendibile”.

In tutto questo contesto va riconosciuto all’Amministrazione Comunale di Marsala il coraggio di mettersi in gioco sfidando le secolari “invidie” siciliane. il Sindaco Carini ed il vice Sindaco Milazzo sono fortemente decisi a portare avanti questo progetto indispensabile per il territorio, certo ò che senza il coinvolgimento di tutti gli amministratori locali, il territorio non potrà mai avere quella forza necessaria a prendere decisioni forti per lo sviluppo economico della provincia. 

Può capitare, ed è facile che capiti, che un ente a capitale pubblico quale è l’Airgest, possa far collassare definitivamente il sistema produttivo trapanese con una semplice decisione negativa di poche persone.

Anche questa è democrazia.