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Sicilia. 64° anniversario dei martiri della Sicilia

[1]Al cippo di Randazzo si sono ritrovati gli indipendentisti, per rendere omaggio alla memoria di coloro che hanno immolato la loro vita per la “Causa Siciliana”. 

Sin dalla mattinata, Domenica 28 Giugno scorso, a “Murazzu Ruttu”, pochi chilometri oltre il centro abitato di Randazzo, sulla Statale 120 che porta a Cesarò, bandiere giallo-rosse e corone di fiori – tra cui una inviata dalla sezione dell’Unesco della Sicilia orientale -, annunciavano la commemorazione dei caduti dell’Evis (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia) e di tutti coloro che in ogni luogo e in ogni epoca hanno perso la vita per gli ideali indipendentisti.

Erano presenti oltre ai componenti del Comitato Nazionale del Mis (Movimento per l’Indipendenza della Sicilia) anche i dirigenti dell’Fns, del Mosif-Rinascita Siciliana, dell’Associazione “Ducezio” di Gela  e diverse delegazioni di gruppi sicilianisti, nonché il deputato l’On. Salvatore Natoli ex Presidente della Regione e l’ex Sindaco di Randazzo, Dott. Salvatore Agati.

In questo luogo il 17 Giugno 1945, caddero, in circostanze poco chiare, il Comandante dell’Esercito Separatista “Mario Turri” (Antonio Canepa docente dell’Università di Catania) il suo Vice Carmelo Rosano, studente universitario (che proprio quel giorno compiva 22 anni, essendo nato il 17 giugno 1923), ed il giovanissimo Giuseppe Lo Giudice, studente liceale. Successivamente, persero la vita Francesco Ilardi, Raffaele Di Liberto e i giovani Spampinato e Macaione.

Scritto col sangue dei martiri della “causa Siciliana”, la Sicilia ottenne lo Statuto di Autonomia Speciale, di origine pattizia, esso fu il risultato della forte spinta indipendentista, ma anche un vero e proprio armistizio tra il Popolo Siciliano e lo Stato Italiano.

«La commemorazione, come avviene ogni anno –  ha dichiarato il Dott. Giuseppe Scianò, Segretario del Fns – vuole costituire una occasione preziosa di recupero della memoria storica del Popolo Siciliano ed un momento di riflessione sull’avvenire della Nazione Siciliana nell’Europa, nel Mediterraneo e nel Mondo».

Parole eloquenti sono state pronunziate dal Presidente Nazionale del Mis Dott. Salvatore Musumeci: «Noi, che rappresentiamo, senza soluzione di continuità, il Movimento Storico fondato da Andrea Finocchiaro Aprile, invitiamo tutti i gruppi sicilianisti (indipendentisti, federalisti, autonomisti) a ricercare ciò che unisce poiché solo attraverso la  “convergenza” si potrà porre in essere una seria azione politica capace di ridare dignità ai siciliani e alla Sicilia. A superare le sterili divisioni, spesso di carattere personalistico, che non servono alla “causa”, perché nel “divide” c’è l'”imperat” dei partiti italiani, che in ogni competizione elettorale raccolgono messi abbondanti di voti, lasciando puntualmente la Sicilia in stato di sudditanza e di abbandono. Forse aveva ragione don Fabrizio Corbera, principe di Salina, quando affermava che i siciliani sono “dei” ed è per questo che nessuno dei leader dei tanti movimenti è disposto a scendere dal proprio piedistallo per cercare un’intesa con gli altri? Oppure, dobbiamo credere che sotto le sembianze delle divisioni serpeggi il terribile demone dell’ascarismo? Speriamo che non sia così, perché se così fosse avremmo tradito gli ideali per cui caddero i nostri Eroi. Occorre il dialogo propositivo, la capacità del fare e, principalmente, il coraggio di servire in umiltà!».

Michele Milazzo