Per gli enti di formazione professionale siciliani accreditati dalla Regione, arrivano finanziamenti per 2,7 milioni di euro. Sono i fondi stanziati con l’avviso pubblico firmato dall’assessore regionale al Lavoro, Luigi Gentile, e destinati all’aggiornamento del personale con contratto a tempo indeterminato, impegnato nella docenza, nell’amministrazione, a quello adibito alla progettazione, alla gestione e alla rendicontazione dei progetti finanziati con fondi regionali, statali e comunitari,
Adesso, gli enti accreditati da almeno tre anni (sempre gli stessi) potranno presentare richiesta di finanziamento dei progetti che riguardano l’adeguamento delle competenze del personale.
L’obiettivo, secondo l’assessorato, è accrescere la qualità complessiva del sistema, a partire dal miglioramento della professionalità del personale degli enti formativi, dalla loro capacità di progettare i corsi di formazione, a vantaggio, in ultima analisi, degli allievi.
Il problema è che la formazione in Sicilia è divenuto un sistema e come tale inefficiente ed inutile.
Non è mai stato pubblicato uno studio sui risultati generali della formazione che spesso “presentano” corsi inutili e fuori da ogni logica concettuale lavorativa, ma molto più spesso sono completamente scollegati dal mondo del lavoro.
Insomma, un sistema da cambiare se non da eliminare completamente considerato che non svolgerebbe quei compiti primari che dovrebbe garantire.
La domanda che viene spontanea e che gireremmo, sapendo di non ottenere risposta al Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, è: la Sicilia può permettersi oggi, con tutti i problemi sociali ed economici di buttare letteralmente al mare 500 miliardi delle vecchie lire per alimentare un sistema che nel tempo si sarebbe trasformato in area di sovvenzione pubblica, clientelismo e assistenzialismo sfrenato senza alcun reale beneficio per l’Isola?
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