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Autonomia “vendesi”

[1]“L´immondizia ha invaso la città. Dal centro alla periferia lo scenario è lo stesso: cassonetti stracolmi e maleodoranti, rifiuti sparsi sulle strade, residenti infuriati. L´Amia [2], la società comunale che si occupa della raccolta della spazzatura, deve fare i conti con lo sciopero degli straordinari indetto dai sindacati a livello nazionale, un´agitazione che a Palermo [3] ha portato a conseguenze disastrose. La protesta dei netturbini che incrociano le braccia durante i turni extra, infatti, si somma alle carenze nel parco mezzi della società, che ha autocompattatori vecchi e malfunzionanti.

La situazione è destinata a peggiorare….

….. È l´ennesimo intoppo nella raccolta dei rifiuti, dopo l´agitazione delle imprese che si occupano della manutenzione dei mezzi, rimaste ferme perché l´Amia non riesce a pagare con regolarità le rate del debito che ha maturato nei loro confronti. Anche dietro lo sciopero degli straordinari, del resto, c´è la crisi finanziaria della società comunale che perde, come ha certificato la Corte dei conti, 3,6 milioni di euro al mese. I sindacati hanno chiesto al Comune di aggiornare il contratto di servizio con l´Amia, fermo a 97 milioni, aumentandolo di 40 milioni. Ma Palazzo delle Aquile ne ha a disposizione solo 20. Così il direttore generale Gaetano Lo Cicero ha chiesto all´azienda ex municipalizzata di recuperare la restante parte tagliando le voci di bilancio dove è possibile.

La città intanto boccheggia tra i rifiuti. Cassonetti stracolmi e sacchi dell´immondizia sui marciapiedi hanno fatto la loro comparsa anche in centro, da via Petrarca a via Dante, dai Quattro Canti al teatro Massimo….”

Questo resoconto che ad una qualsiasi amministrazione pubblica avrebbe fatto venire i brividi non è la cronaca di questi ultimi giorni, è un reportage pubblicato su Repubblica, a firma Sara Scarafia, (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-citta-boccheggia-tra-i-rifiuti-sara-emergenza-fino-al-weekend/2029041 [4]) esattamente un anno fa, era l’11 giugno 2008 .

L’emergenza rifiuti a Palermo, ma in realtà la situazione è tragica in tutta la Sicilia dato che tutte le partecipate sono al collasso, è esplosa molto tempo fa solo che in Sicilia, a differenza che a Napoli, l’autonomia ha fatto si che tutto rimasse, per mesi e per anni,  un fatto locale e di poca importanza.

Tutti sapevano ma nessuno interveniva e nessuno cacciava gli amministratori che, come ha ricordato il Presidente della Regione, organizzavano sontuose cene a Dubai.  “CENE a base di salmone e martini da quasi 500 euro al ristorante Al Fanar di Abu Dhabi, viaggi in business class, pernottamenti da 550 euro a notte negli alberghi più esclusivi di Dubai e Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, come l´Hyatt hotel, l´Hilton, lo Sheraton e il Millennium. Sembrano cartoline di un viaggio da sogno e invece sono il resoconto delle missioni effettuate dal management dell´Amia tra l´agosto del 2005 e il settembre del 2007. Ventidue missioni, volute dall´allora presidente Vincenzo Galioto, ora senatore Pdl, e dal direttore Orazio Colimberti, entrambi indagati per falso in bilancio assieme a quattro componenti dell´ex cda in un´inchiesta su due presunte ipotesi di conti falsificati che risalgono proprio al 2005 e al 2006”. (fonte Repubblica 31.5.2009) ( http://palermo.repubblica.it/dettaglio/hotel-di-lusso-aragoste-e-pranzi-da-800-euro-lamia-sotto-accusa-per-i-viaggi-doro/1643119 [5] )

[6]Ma questo è la punta di iceberg di una amministrazione allegra che, incapace di garantire il servizio a Palermo, ha pensato bene di esportare il know how negli Emirati Arabi …., così, tanto per insegnare agli arabi come portare al fallimento una azienda pubblica.

Il mondo autonomo della Sicilia, dove nessuno vede, nessuno è responsabile e dove chi deve intervenire per far cessare abusi e truffe alle istituzioni è assente e distratto.

Non c’è istituzione siciliana, pubblica o partecipata che funzioni, non c’è istituzione pubblica o partecipata che non viva in un mondo dorato lontano dalla gente, non c’è angolo della Sicilia che non è stato devastato dall’incapacità di amministratori e politici, non c’è area della cosa pubblica che non sia inquinata e soggetta a “bustarelle”. Allarmante in questo senso, la denuncia della Corte dei Conti che indica in quasi seimila i funzionari pubblici “corrotti”, e la Sicilia una delle cinque regioni dove maggiore è presente questo “business”.

E si parla ancora di autonomia con questa classe dirigente e questa classe politica che appare sempre votata al potere ed al problema della “visibilità” …  leggasi poltrone

Autonomia vendesi, oppure permutasi con istituzione “non autonoma” ma sana.