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TIRRENIA. Il sindacato dei comandanti, preoccupato dal muro innalzato dalla giunta Lombardo che intanto, senza gara, affida ad Ustica Lines il servizio estivo con le Pelagie

[1] “Come organizzazione sindacale non siamo pregiudizialmente contrari alle privatizzazioni, ma credo che quanto avvenuto  in Italia alla fine degli anni Novanta, con la  progressiva uscita dello Stato dalla diretta gestione delle aziende, debba indurre a serie riflessioni sugli effettivi vantaggi di tali operazioni per la collettività”.

La premessa – con riferimento non velato allo ‘spezzatino’ Italia di Navigazione e alla storia del Lloyd Triestino – è un biglietto da visita sintetico ed efficacie della posizione di Antonino Nobile, presidente di U.S.C.L.A.C./U.N.C.Di.M. (Unione Sindacale Capitani di Lungo Corso al Comando/Unione Nazionale Capitani e Direttori di Macchina) e degli aderenti al suo sindacato sulla vicenda della privatizzazione di Tirrenia.

Il secondo passaggio su cui si sofferma Nobile è proprio la distinzione fra privatizzazione e liberalizzazione: “Non solo le due parole sono usate erroneamente come sinonimi, ma, per di più, un mercato può essere liberalizzato – e siamo assolutamente favorevoli a ciò, purché le regole siano uguali per tutti i suoi attori – solo se il mercato c’è”. Ecco il nocciolo della questione: “Tirrenia, in particolar modo attraverso le sue controllate regionali, svolge un servizio di pubblica utilità, in ottemperanza al principio di continuità territoriale, effettuando collegamenti che, per buona parte dell’anno, nessun armatore privato opererebbe perché non profittevoli.

Servizi che soddisfano le prioritarie esigenze di approvvigionamento e di spostamento degli abitanti delle isole, minori e non”.

Naturale, dunque, che Nobile abbia apprezzato gli sforzi profusi dai partecipanti al processo (Governo, Regioni, Organizzazioni Sindacali), riunitisi poche settimane fa, stabilendo l’impegno a non effettuare tagli al servizio per tutto il 2009, decidendo di mantenere un tavolo tecnico permanente e, soprattutto, ottenendo l’assenso dell’UE allo scorporo delle controllate regionali dal bando di gara per Tirrenia. Plauso particolare anche alle regioni Campania, Sardegna e Toscana per “l’immediata disponibilità di concorso economico finalizzato al mantenimento degli standard dei servizi del Gruppo” – il Governo aveva chiesto 46 milioni alle Regioni a tale scopo – e per “il ripensamento orientato ad intervenire nella vicenda, seppur con modalità ancora da definire”.

Un giudizio che il Comandante non estende alla Regione Sicilia, finora caparbiamente oppostasi tanto alle richieste dell’esecutivo di contribuire al finanziamento dei servizi regionali di Tirrenia quanto alla possibilità di rilevare Siremar.

Nobile ha anche scritto al governatore Raffaele Lombardo sollecitandone l’intervento in tal senso ed evidenziando come la giustificazione della mancata fornitura dei conti di gestione di suddetta società sia insussistente per motivare la stasi del Governo Regionale, essendo tali bilanci pubblici. Ad oggi tuttavia la situazione non è cambiata, con la Regione Sicilia ferma sulle sue

posizioni. Il che fa sembrare poco casuale che, il giorno precedente la riunione di cui si è detto, la Regione stessa abbia ascritto a bilancio 81 milioni di euro (23 in più rispetto al precedente)per finanziare i collegamenti con le isole minori.

Fondi di cui beneficeranno le compagnie NGI (Navigazione Generale Italiana), Traghetti delle Isole e Ustica Lines, a cui peraltro sono stati affidati i collegamenti marittimi regionali con le Pelagie per questa stagione estiva, essendosi aggiudicata la procedura avviata (senza previa pubblicazione di bando) dall’amministrazione regionale in attesa dell’affidamento tramite gara ad evidenza pubblica.

“Non abbiamo nulla contro l’armamento privato; quello che ci preme è che vengano garantiti i servizi fondamentali, qualunque flotta li effettui!

Credo che sia il tema principale, anche perché ritengo che siano più facilmente perseguibili gli obiettivi della salvaguardia dei livelli occupazionali e dei trattamenti contrattuali, dopo che in questi anni la Tirrenia ha progressivamente assimilato la propria politica gestionale a quella tipica delle società private.

E non dimentichiamo infine la riconoscenza a questa compagnia, per l’importanza che ha avuto per arrivare alle conquiste in materia del lavoro”.

Andrea Moizo

Fonte: Ship2store