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Sta per nascere il Partito del Sud, tra trappole ed insidie

Se tutto va bene, il 2009 sarà ricordato come l’anno in cui un partito  nato al Sud, si dichiarerà “meridionalista” e inizierà ad interessarsi  seriamente del Mezzogiorno d’Italia. L’estremo baluardo difensivo per  tentare l’ultima resistenza contro una crisi economica e politica che sta per abbattersi sulle Due Sicilie.            

Ma anche questa volta non mancheranno trappole ed insidie, e tentativi  di confondere le carte. Ecco quello che sta succedendo dietro le quinte.   

Sembra che il Sud sia diventato di colpo importantissimo, ultimamente  assistiamo increduli e basiti alle poco credibili promesse di martirio  in nome del Sud da parte di uomini politici che fino all’altro giorno 
si dichiaravano strenui difensori dell’Unità del Paese, senza se e  senza ma. Personaggi talmente radicati sul territorio che per essere  eletti dovevano presentarsi come capo-lista in altre regioni.

Oggi  questi stessi signori, fulminati sulla Via di Damasco, lamentano uno  scarso interesse della politica del Mezzogiorno ed invocano la  creazione di un blocco politico che difenda gli interessi del Meridione.       

Eppure questa volta non sembra la solita propaganda elettorale, c’è  qualcosa di grosso che si muove nel sottobosco della  politica. D’altronde se i nuovi “protagonisti” della “lotta  meridionalista” sono D’Alema e Fini, che come sappiamo hanno ben poco a che fare con il Sud, se proprio non ci fanno a pugni, qualcosa ci 
sarà.

Ma leggiamo nel dettaglio la nuova intuizione di D’Alema(1): “Udc, Io  Sud e Pd: nasce il Patto per il Meridione”. Secondo l’onorevole del PD, “Bisogna fare i conti con l?antimeridionalismo del governo che arriva ad essere persino  punitivo, eliminando i fondi FAS destinati al mezzogiorno” Non è escluso un appoggio al progetto da parte dell’IDV, come lascia  intendere D’Alema durante l’intervista al Corriere del Mezzogiorno,        mentre “si parla di un accordo Vendola-Poli Bortone per il 2010”.     
Destra e sinistra radicale dunque si mettono insieme?

Sulla falsa riga di D’Alema, ritroviamo il presidente della camera  Gianfranco Fini, che pur essendo bolognese si riscopre patriota  meridionalista, ecco il suo progetto come ce lo racconta un articolo 
di Libero(2): “Nasce – Polo Sud – l?anti Carroccio del Popolo della  Libertà che vuole riequilibrare la politica del governo, oggi agli         occhi dei sudisti del centrodestra troppo favorevole ai Lumbard e  troppo poco attenta al Mezzogiorno” Secondo il presidente della Camera “l’iniziativa politica del PdL s’è  fermata; la Lega ha preso il sopravvento dettando l?agenda” ed ha  incaricato un suo fedelissimo Amedeo Laboccetta a creare una “rete di  parlamentari meridionali”, ma Fini non specifica se debbano essere del  PDL o anche di altri partiti. Non c’è bisogno di aggiungere che il  dubbio nato da questa ultima parte, apre parentesi inquietanti  all’interno del PDL, soprattutto perché l’articolo esce in  concomitanza con le dichiarazioni meridionaliste di D’Alema…      

Vuoi vedere che Gianfranco Fini, stanco di essere l’eterno secondo,  stia tramando qualcosa contro il Cavaliere allo scopo di detronizzarlo  e prenderne il posto?Arriverebbe a tanto il presidente della Camera, 
compagno di avventure e disavventure del Cavaliere e co-fondatore del  PDL?Il dilemma ci assilla ed urge sgombrare subito il campo dai dubbi,         affidandoci magari ad una voce autorevole della politica italiana, 
meglio se un vecchio lupo della Prima Repubblica, che sappia bene come  andavano e vanno le cose in Italia e non le manda a dire. Insomma,  l’onorevole Francesco Cossiga.Ed ecco infatti cosa scrive l’Emerito in 
una lettera aperta a Berlusconi sulla faccenda dei complotti(3):”Fai  la pace con Murdoch: tra ricchi ci si mette sempre d’accordo. Cerca un  armistizio con l’Associazione nazionale magistrati: porta alle lunghe la legge sulle intercettazioni e quella sulle modifiche del Codice di procedura penale e da’ ai magistrati un consistente aumento di  stipendio. Vuoi, invece, fare la guerra? Allora vai in Parlamento: ma  al Senato per carità! e non alla Camera dei deputati, per non correre il rischio di vederti togliere la parola o espulso dall’aula “Da queste parole si scorge un chiaro avvertimento a Berlusconi che,  secondo Cossiga, non può più fidarsi del Presidente della Camera  Gianfranco Fini. D’altronde i segnali delle ambiguità del politico bolognese, sono presenti da un bel pò, e sono tutti riassunti in un bell’articolo di Panorama uscito giusto ieri, nel quale l’autore pare arrivare alle nostre stesse conclusioni: “Che fine persegue Fini? La parabola di  Gianfranco, che studia da leader (del Pd?)”(4) .    

Adesso le vie di Fini e D’Alema, sembrano scorrere parallele e vicinissime, ma c’è un punto dove si incrociano fisicamente? Abbiamo percorso le strade fino in fondo e con nostra sorpresa, abbiamo trovato 
il raccordo nientedimeno che a Londra.              
Nella capitale inglese, si riunisce infatti una speciale commissione  non governativa denominata Council of Foreign Relations Europe, che  sarebbe la filiale europea di quella statunitense, ambedue finanziate 
dal multimiliardario ebreo americano Rockefeller, ma anche dalla  fondazione George Soros e dal Gruppo Unicredit per l’Italia.  
Nella lista dei membri ci sono parecchi ed influenti politici europei,  ed è proprio in questo elenco che abbiamo trovato i nostri Massimo D’Alema, Gianfranco Fini ed udite udite, Leoluca Orlando ex sindaco di  Palermo e personaggio di spicco dell’Italia dei Valori(5). 

Alla luce degli ultimi fatti, il nostro penultimo editoriale: “Da Repubblica al controllo del gas: il sottile filo del complotto” può tranquillamente considerarsi la prima parte di questo articolo. Il  presunto “complotto internazionale” ordito nei confronti di  Berlusconi, ma diciamolo pure soprattutto nei confronti del Sud, 
inizia a farsi sempre più delineato grazie alle nuove informazioni che  stiamo raccogliendo.
Non è escluso che le famose “scosse” siano state congegnate per  contrastare la politica filo-russa del governo Berlusconi, proprio  all’interno di questo Concilio per le Relazioni Estere che assume notoriamente delle posizioni anti-russe, e non poteva essere altrimenti.           

Concludiamo scrivendo: il Partito del Sud è uno solo, occhio alle  imitazioni…

Comitato Siciliano Due Sicilie

(1) Corriere del Mezzogiono, 16 giugno 2009 
(2) Libero News              
(3) RaiNews24, 22 giugno 2009
(4) Panorama, 22 giugno 2009  
(5) Council of Foreign Relations – Europe