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Ferrovie in Sicilia: arriva il “MEMORARIO”, peccato che non abbiamo una vera rete ferroviaria

[1]Verrà presentata entro metà luglio la nuova offerta di Trenitalia per il trasporto ferroviario regionale. Un altro passo avanti per trasferire alla Sicilia le competenze dei collegamenti su rotaia. Le linee guida della nuova offerta sono state illustrate al dipartimento regionale la settimana scorsa, nel corso della riunione che ha portato all’approvazione del documento che delinea i contenuti tecnici operativi per la stipula del nuovo contratto di servizio che legherà la regione a Rfi e  Trenitalia.

Fin qui niente di strano. La cosa strana sono gli obiettivi che si vuole raggiungere senza un programma di interventi strutturali generali delle linee ferroviarie ferme agli anni trenta del secolo scorso. 

Pensare, come si afferma nel comunicato di introdurre anche in Sicilia il sistema “Memorario”, già collaudato da Trenitalia in altre regioni appare semplicemente utopistico e gli obiettivi la classica “fanfara” propagandistica  a meno che no si tratta di modulare gli orari ogni ora e non frazione di ora. Ma per fare ciò c’è bisogno di spendere soldi per “realizzare” il memorario? 

Pensare di offrire  più treni a cadenze regolari e coordinati per semplificare gli spostamenti dei viaggiatori non significa un aumento del numero dei treni ad eccezione, con molti dubbi, sulle tratte Palermo.Messina e Messina-catania-Siracusa già per una buona parte a doppio binario. 

Oltre l’80% della rete ferroviaria siciliana corre su un unico binario e non è elettrificata, ad eccezione, come detto delle tratte sopra citate. 

Il problema quindi non è quello di discutere con Trenitalia e RFI che hanno pochissima attenzione per la Sicilia tanto da aver “tagliato” ogni collegamento merci con il “continente”, ma quello di approvare interventi strutturali per un completo sdoppiamento dei binari e relativa elettrificazione, senza le quali inventarsi strategie “pubblicitarie” non serve per far viaggiare in treno i pendolari. 

Ma questo si sa è il metodo siciliano. Piccole innovazioni e grandi trovate purché tutto rimanga nelle medesime condizioni in cui le cose sono state lasciate dai precedenti governi. 

Sennò come si fa a ripetere ad ogni elezione è colpa di chi ci ha preceduto ?