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Marsala. Piano di Zona, costi elevati, benefici minimi

[1]Animata conferenza stampa per la presentazione del nuovo piano di zona triennio 2010-2012 del Distretto Socio-Sanitario n. 52 Marsala- Petrosino, giovedì 18 giugno, ore 12.00, un orario molto “comodo” (che è stato fatto subito notare al Sindaco, che ha promesso che la prossima volta sarà fatto in un orario più consono).  

Folto il numero di partecipanti: rappresentanti di associazioni e movimenti vari, rappresentanti della Chiesa Cattolica e Valdese, addetti ai lavori, assistenti sociali, professionisti e qualche sparuto “libero cittadino”.

Il Sindaco Carini ha illustrato i progetti ormai conclusi o che stanno per concludersi finanziati con il precedente Piano di Zona.

La dirigente Adamo ha riferito del prossimo piano di zona, spiegandone le dinamiche e le motivazioni seguite per finanziare i progetti per il prossimo triennio.

Ha infine illustrato i progetti veri e propri, saltando per una disattenzione: numeri di persone che possono usufruire dei progetti e spese stanziate per ogni progetto.

Questa “piccolo particolare” non è sfuggito invece, ad uno degli attenti ed interessati uditori che ne ha richiesto espressamente il conto.

Dopo aver spiegato nei dettagli il futuro piano di zona, nei dettagli, riportando numeri e cifre, si sono sentiti i pareri di alcune persone che hanno collaborato nella redazione di suddetto piano. 

Molte le contestazioni e le richieste di “sviste e dimenticanze” a cui il sindaco, la dirigente Adamo e i suoi collaboratori hanno, ovviamente, cercato di rispondere, a spada tratta, per poter difende il piano di zona. 

Le contestazioni hanno riguardato alcune azioni del Piano di Zona, in modo particolare l’azione progettuale che prevede il potenziamento dell’èquipe distrettuale specialistica socio-psico-pedagogica e del cosiddetto “Sportello di acceso unico per la famiglia” per una spesa di €810.000,00.

Ma altre contestazioni hanno riguardato il finanziamento per il Centro socio-ricreativo per minori “La girandola” per 20 minori di età compresa tra i 4 e i 10 anni per una spesa di 540.000,00 euro. Non solo per la spesa ma anche per la fascia di età. Considerato che a quest’età in genere si dovrebbe già essere abbastanza impegnati a scuola, meglio sarebbe stato finanziare un progetto per ragazzi 14-17; fascia d’età cui è più indispensabile e più urgente intervenire.

La contestazione più fastidiosa sembra essere stata quella relativa al progetto “Città mia” per 24 soggetti impiegati in servizi di pubblica utilità per una spesa triennale di 675.000,00, messa in atto da un libero cittadino, uno interessato solo al bene comune, che non ha fatto altro che esternare il suo pensiero in merito a ciò che aveva appena ascoltato. 

Ha osato pensare che “parte dei soldi finanziati per i progetti non vanno a diretto beneficio dei più bisognosi, delle fasce più deboli, di chi ha realmente bisogno, ma che aveva avuto l’impressione che vadano a propinguare i conto correnti di alcuni professionisti” per pagare ovviamente parcelle ed onorari per le loro prestazioni. 

Non l’avesse mai detto! Il sindaco ha subito provveduto a prendere nota della mitica frase. Per approfondire … – ha detto!

Altre voci si sono schierate contro questo “signore” che non doveva dire ciò, perché sono parole molto pesanti, che possono essere oggetto di una denuncia …

Qualcuno quel “signore”, ha provato a difenderlo. Del resto basta fare 2 calcoli per dire che qualche dubbio è lecito averlo.

Per esempio in merito al progetto “Città mia” per 24 soggetti per 3 anni a chi vanno i quasi € 243.000,00 che rimangono dopo aver pagato le persone impiegate nei servizi?

Facciamo due conti: 500x24x36 =  soldi spesi €432.000,00   / soldi stanziati 675.000,00 /  come verranno spesi i restanti € 243.00,00? 

Anche il progetto che riguarda lo sportello di accesso unico per la famiglia ed equipe socio-psico-pedagogica dei servizi sociali e tutela minori per una spesa triennale pari a euro 810.000,00 mostra alcune ombre. Soprattutto se pensiamo che per aiutare le famiglie bisogna pagare con questo finanziamento le relative figure professionali previste: tre assistenti sociali, un psicologo, un pedagogista, un avvocato. 

Probabilmente l’intervento di questo temerario cittadino è stato fuori luogo, improprio, pesante. Ma non sembra aver offeso nessuno avendo espresso il suo pensiero e le sue preoccupazioni dopo aver attentamente ascoltato la relazione delle “istituzioni”. 

Anche se in Italia il diritto è divenuto “carta straccia”, la giustizia e la legalità sono una opzione, la democrazia è divenuta nel tempo oligarchia, è ancora scritto nella Costituzione italiana, all’art. 21  che “ogni cittadino ha il diritto alla libertà di pensiero…”.

 Resta fermo il fatto che ormai, tra applausi e contestazioni, il piano di zona per il prossimo triennio sarà questo! 

Rimane il rammarico che ancora una volta le necessità “istituzionali” hanno preso il sopravvento alle necessità dei cittadini. Tra le tante valide proposte che potevano essere  finanziate, alcune sicuramente meritavano maggiore riflessione: “taxi verde” (per aiutare le famiglie che sono costrette a spostarsi continuamente da Marsala per le cure oncologiche), l”Assegno civico sociale” (Si tratta di una particolare forma di assistenza economica (cinquecento euro al mese) che prevede lo svolgimento di attività socialmente utili per la cittadinanza in cambio di una erogazione economica), la creazione di un Centro diurno di aggregazione giovanile (con almeno 30 adolescenti tra i 14 e i 17 anni) nei quartieri popolari (Amabilina,  Sappusi, zona via Istria) del territorio marsalese, un Centro distrettuale (con 8-10 posti per l’alloggio) di prima accoglienza per persone autoctone ed immigrate in gravi difficoltà socio-economiche ( Servizio che si occupa degli aspetti più propriamente legati alla sopravvivenza immediata: vitto, alloggio, pronto intervento sanitario ecc.). 

Ma ormai sembra impossibile cambiare, a pochi giorni dalla sua presentazione, ciò che non si ha avuto il coraggio di cambiare finora. 

V.S.