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Terremoto del Belice. Sgarbi: contributi dello Stato erogati in modo fraudolento

[1]Duro atto di accusa di Vittorio Sgarbi, Sindaco della Città di Salemi, sulle anomalie dei finanziamenti erogati per i danni del terremoto nel Belice del 1968. Dopo decenni di silenzi, un Sindaco, non siciliano, denuncia quello che da tempo si sapeva in Sicilia ma che nessuno ha mai voluto “formalizzare”.

L’attività di Sgarbi per la tutela della Sicilia diventa frenetica ed appare difficile, al di là del modo irruento di presentarsi, non condividere le sue battaglie. Ancor di più ove si consideri che nessun sindaco siciliano fino ad oggi ha alzato la voce in modo così alto e perentorio non solo contro il malaffare criminoso ma anche contro le “istituzioni” siciliane.

«Un centro storico importante, sottratto alla tutela dello Stato e della Regione – accusa Sgarbi – è stato gravemente compromesso dalla ricostruzione interamente finanziata dallo Stato attraverso le cosiddette commissioni comunali «ex articolo 5» che valutano i progetti e deliberano i contributi.

 Sto procedendo all’accertamento delle demolizioni, anche recenti, di edifici intatti nel centro storico, in alcun modo colpiti dal terremoto e distrutti per ottenere finanziamenti per ricostruzioni con materiali impropri e con l’alibi della messa in sicurezza per il terremoto.

E’ risultato che il terremoto ha prodotto infinitamente meno danni di quanti ne abbia procurato la ricostruzione. Vero e proprio terremoto con effetti a strascico, sciame sismico, dopo 40 anni.  

Ho accertato – dice Sgarbi –  che nel pieno centro storico sono stati abbattuti edifici integri, l’ultimo in via Amendola, in nessun modo interessati da lesioni del terremoto del 1968. Ho perciò deciso di sospendere tutti i finanziamenti attribuiti dalla commissione “ex articolo 5”, erogati in modo fraudolento con la complicità di  tecnici che hanno fornito perizie giurate totalmente estranee allo stato di fatto, attribuendo agli edifici condizioni di pericolo inesistenti.  

Ravviso nella complicità tra tecnici, politici e imprenditori a danno dello Stato – accusa il sindaco di Salemi – una vera e propria associazione a delinquere che ha sostanzialmente attivato percorsi mafiosi allo stesso modo di quanto è avvenuto per i parchi eolici di cui sembra che solo la Sicilia abbia straordinaria necessità.

Le consuetudini mafiose sono proprio nella consapevole attività di inganno alle istituzioni sfruttandone le normative a fini di lucro personale. 

La documentazione che ho raccolto nel centro storico – spiega Vittorio Sgarbi –  è assolutamente inequivocabile, a partire dall’abbattimento, sospeso in extremis, di uno degli edifici monumentali di maggiore interesse della città, emblematicamente alle spalle del Comando dei vigili urbani e di fronte l’ufficio tecnico del Comune. 

Naturalmente i finanziamenti verranno liberati per chiunque vorrà partecipare alla opportuna impresa di ripristinare, restaurare, riparare gli edifici storici. Per questo – annuncia il sindaco di Salemi – ho già incontrato l’imprenditore Andrea Vecchio concordando, come atto generoso di liberalità civica, il recupero di un edificio di proprietà del Comune da destinare ad iniziative di educazione civica. Sgarbi incontrerà nuovamente Vecchio il 26 giugno.

 Ho sperato – conclude Sgarbi – nell’estinzione della mafia, almeno rispetto ai suoi referenti istituzionali, ma sono costretto a riconoscerne l’evidenza nell’azione criminale e distruttiva contro le città e il paesaggio, beni primari della Sicilia e della sua civiltà, culturale e agricola» 

Vittorio Sgarbi fornirà la documentazione in una conferenza stampa in occasione della presentazione dei risultati della ricostruzione a Salemi in un convegno a L’Aquila il 23 giugno prossimo con l’obiettivo di scongiurare analoghi rischi nella ricostruzione dell’Abruzzo.