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A Palermo, passate le elezioni ritorna l’immondizia sulle strade

[1]Se qualcuno mai avesse avuto dubbi sull’operazione elettorale di Berlusconi con l’invio a Palermo del salvatore della patria Bertolaso, ora può anche esserne certo.

Passate le elezioni la raccolta rifiuti comincia a funzionare a singhiozzo specie nelle due popolose borgate di Borgo Nuovo e Falsomiele, Arenella e Brancaccio.

[2]Cumuli di immondizia e ovvi cassonetti incendiati sono la conseguenza di una profonda crisi gestionale del sistema rifiuti a Palermo e non solo. 

E su tutto incombe l’annoso problema di Bellolampo, la discarica sulle colline palermitane che necessita di interventi perché già da luglio ci potrebbe essere lo stop al conferimento e la quinta vasca da 700 mila tonnellate è al di là da venire.    

E mentre succede tutto ciò si spera sempre nei finanziamenti per superare l’emergenza e niente si sta facendo per riparare i guasti di una politica insipiente e di una grave situazione di disorganizzazione generale del sistema che non può reggere all’urto di una vasta platea di assunzioni politiche che da sole dissanguerebbero anche la Banca Centrale Europea. 

E’ tempo di parlare seriamente di “snellimento” del personale che è sovradimensionato rispetto alle reali esigenze. Un numero spropositato di addetti per necessità della politica assistenzialista e clientelare. 

Inoltre, per seguire i grandi gruppi industriali del nord e l’Enel che spingono, per ovvie ragioni di interesse economico, verso i costosi ed inquinanti inceneritori, si è perso tempo non guardando altri sistemi di smaltimento “totale” e senza scarti, quali gli impianti pirolitici e anaerobici che hanno il grande difetto di costare poco, non inquinare e cosa più grave, produrre energia e residui di lavorazione “inerti” utilizzabili per la costruzione di strade.  

 Tutto l’esatto contrario degli inceneritori che il Presidente del Consiglio ci vuole imporre di costruire per far diventare la Sicilia la pattumiera italiana poiché se proprio bisogna costruirli, e non è proprio necessario, in Sicilia due inceneritori sono più che sufficienti. Di conseguenza, gli altri due servono per il “continente” e l’Enel…   

Palermo è solo l’inizio, tutta la Sicilia è pronta ad esplodere e mentre la politica perde il suo tempo nelle riforme degli ATO, o meglio degli enti che assicurano posti di potere, l’Isola rischia una grave ed irreparabile crisi.