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Lombardo: “io vado avanti” … e poi va da Berlusconi

[1]Al grido di autonomia, autonomia, e alle roboanti dichiarazioni : “io vado avanti “,  il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, si prepara ad incontrare il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che irritato di quanto successo nel governo regionale con l’azzeramento della giunta e l’estromissione di alcuni politici del PDL che remavano contro Lombardo, aveva assicurato che “liquidata” la questione elezioni europee avrebbe sistemato tutto.

Come al suo solito.

Intanto Raffaele Lombardo prova ad accelerare, con quanta convinzione e sincera voglia di cambiamento ancora non è dato sapere, e quindi assegna le deleghe ai nove assessori già nominati, e questo in risposta a qualche esponente del PDL che credendosi importante e decisivo, qualche giorno fa aveva affermato che il presidente Lombardo doveva parlare con “loro” e non con Berlusconi.

Forse ancora non hanno metabolizzato che nel PDL esiste solo un capo !!

«Non ho ancora conferme, ma sarà un incontro riservato, riservatissimo», così Lombardo annuncia un incontro con il leader del Pdl Silvio Berlusconi, mentre si tratta a tutto spiano, anzi a tutto Strano, visto che gli ex AN trattano per far entrare in giunta un certo Nino Strano rimasto fuori dall’Europa.

Non si escludono colpi di scena ma realisticamente è prevedibile il solito inciucio che accontenterà  e rimetta la Sicilia ed il presidente della regione, sotto il cappello dei “governatori” eccellenti del PDL.

Angelino Alfano e Renato Schifani da una parte, Gianfranco Miccichè da un’altra, in mezzo a subire le conseguenze di questa classe politica insipiente e perennemente interessata ai giochi di potere e agli interessi di Roma capitale e dei gruppi industriali e finanziari del nord, chi altri se non la Sicilia ?

In queste settimane di confronto scontro fra Roma e Palermo non abbiamo sentito una sola affermazione che riguardasse le esigenze dei siciliani e della soluzione dei loro centenari problemi. Abbiamo sentito parlare di “coerenza politica”, di parità di dignità (leggasi poltrone), e di rispetto degli accordi presi. Non una sola singola parola su come amministrare la Sicilia per i siciliani e per gli interessi dei siciliani.

Si è parlato tanto, troppo, della grande riforma della sanità dell’assessore Massimo Russo che non è altri che un inutile documento che alla fine prevede tagli e riduzione delle prestazioni sanitarie lasciando intatto il sistema di “baronie”, di sprechi , di disservizi e disorganizzazione generale. Alla fine, chi ha pagato le conseguenze, come al solito, sono i cittadini mentre i politici che non hanno mai fatto la fila per prenotare un esame o una visita specialistica, e non si sono mai sentiti rispondere “venga fra sei o sette mesi”, sono tutti lì a cullarsi di aver trovato l’uovo di colombo.   

Come non ricordare che l’ex presidente della Regione, un certo signor Salvatore Cuffaro, per far curare il padre non ha trovato di meglio che portarlo al nord, come dimenticare l’allora ministro Gasparri che nel 2002 che colpito da una banale colica renale è stato prelevato con l’ elisoccorso dall’ isola di Marettimo, ricoverato all’ Ismett (Centro Trapianti) in stanza di terapia intensiva e dimesso alcuni giorni dopo senza alcun intervento. Per fortuna che il ministro si è affrettato a dichiarare, beffardamente sapendo di dire cose che non stavano né in cielo né in terra e dimostrando in che alta considerazione tiene l’ intelligenza dei siciliani, che quanto a lui riservato è il trattamento di routine sul quale possono contare i normali cittadini. Insomma, privilegiato ed anche spiritoso oltre ogni lecito buon gusto.

Lombardo, il signornò, rischia nel giro di pochi giorni di diventare il signorsì del 2009 con buona pace dei pensieri autonomisti e alle tante promesse di un grande rinnovamento e del ritrovato orgoglio siciliano.

E Gasparri, come gli altri della casta, se malauguratamente dovesse essere colpito da qualche altra banale colica potrà sempre ottenere il trattamento sanitario “normalmente” riservato ai cittadini siciliani.