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Gianfranco Fini “salva” l’onore e la dignità dell’Italia

[1]Dopo aver assistito ai salamelecchi “istituzionali” nei confronti di un capo di stato estero che si è presentato con spavalda arroganza e protervia, il Presidente della Camera dei Deputati “salva” l’onore italiano, chiudendo in faccia a Gheddafi le porte della Camera considerato il suo incredibile ed ingiustificato ritardo sul cerimoniale.

I complessi di colpa di politici e media nei confronti della Libia, ex colonia italiana, hanno colpevolmente contribuito a “giustificare” il comportamento inaccettabile ed offensivo di Gheddafi durante tutto l’arco della sua “visita show” a Roma.

Il leader libico oltre alle sue “sparate” televisive e uniformi da vigili urbani, si è distinto anche per la scarsa considerazione e rispetto dimostrata nei confronti di tutte le istituzioni italiane, presidente della Repubblica compreso presentandosi, ingiustificatamente, sempre con notevole ritardo sul previsto agli incontri ufficiali.

E per meglio dimostrare la sua protervia, Gheddafi, dopo essere stato per tutti gli incontri ufficiali in ritardo, è ripartito per la Libia … in anticipo rispetto all’orario previsto dal cerimoniale.

Come a voler rimarcare il fatto che lui in Italia può fare quello che vuole e nessuno oserà mai protestare.

Abbiamo assistito con un certo senso di vergogna ad un presidente del Consiglio dei Ministri accorrere a Ciampino, su imposizione di Gheddafi, malgrado accusasse un malanno; che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è recato a trovare Gheddafi addirittura nel “campeggio” beduino allestito a Villa Pamphilj, preteso dal leader libico e colpevolmente concesso dalla stato italiano;  allo scambio di doni con il Presidente della Repubblica a cui il Gheddafi ha beffardamente “donato” una sella di cammello, alle sue farneticanti dichiarazioni, accettato con sorrisi e strette di mano dai rappresentanti dello stato italiano per meri interessi economici di grandi gruppi industriali quali Impregilo, Snam, Eni, Unicredit, etc..

E Gheddafi ha fatto la sua parte con arrogante astuzia. Ha invitato tutti in Libia, alle sue condizioni, altrimenti le aziende saranno cacciate più o meno come ha fatto con gli italiani, di cui molte migliaia siciliani,  quando in sole 24 ore li ha defraudati di ogni loro avere ed espulsi dal paese.

L’Italia, meglio sarebbe dire il Presidente del Consiglio italiano, si è scusato per il passato ed ha firmato accordi per qualche miliardo di euro, ma non ha saputo e non sa rivendicare scuse e risarcimenti per i suoi cittadini a cui Gheddafi a “rubato” tutto.

Un grazie quindi a Gianfranco FINI di aver chiuso la porta in faccia a Gheddafi … anche se solo dopo “appena” due ore di ritardo.