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Truffe e collusioni. In pochi giorni 4 politici e 4 primari sotto inchiesta

[1]E’ solo questione di normalità siciliana. Quasi che fosse una maledizione, con sistematica quotidianità il popolo di Sicilia è costretto ad apprendere che politici di alto livello quale sono senatori e deputati della repubblica e ben 4 primari sono sotto inchiesta per truffe o bustarelle.

A Cuffaro, Vizzini, Romano e Cintola si aggiungono i primari di Rianimazione e Cardiologia dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta Elio Barnabà e Salvatore Giglia; Vincenzo Bulla, primario di Cardiologia dell’ospedale di Modica e Antonio Nicosia, primario del reparto di Emodinamica del Maria Paternò Arezzo di Ragusa, accusati di  condizionamenti nelle gare pubbliche per l’acquisto di apparecchiature mediche e sanitarie.

Anche se tutto è da dimostrare, è però facile poter affermare, visti i continui fatti giudiziari in cui “cadono”, che le caste politiche, dirigenziali, professioniste e imprenditoriali, sembrano non poter fare a meno di comportamenti illeciti.

Ma, mentre i primari inquisiti nell’ambito dell’inchiesta “Pool-agreement” a cura della Procura di Catania che ha messo sotto accusa anche l’imprenditore Franco Proto, ex vice presidente della Lega nazionale di calcio di Serie C, presidente dell’Atletico Catania e vice presidente del Catania ed altri tre imprenditori, vengono sospesi dal loro incarico, i politici a cui è già arrivata la solidarietà di molti senatori e deputati, rimangono al loro posto anche quando condannati con sentenza definitiva perché esiste nella casta politica un certo senso di protezione del “gruppo”.