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Il Sindaco di Chiaramonte Gulfi: Stato, Regione e Provincia facciano la loro parte contro il randagismo

Il Sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, in qualità di Coordinatore provinciale dell’Anci, Giuseppe Nicastro, in merito alla problematica del randagismo che desta grande allarme nella popolazione e provoca gravi danni all’immagine di tutto il territorio ibleo, ha dichiarato:

” Ancor oggi, dopo i fatti eclatanti della scorsa primavera,  tutto è rimasto come prima e le responsabilità sono solo sulle nostre spalle.

E’ assolutamente impensabile che i Comuni possano, da soli, far fronte, anche per le difficoltà economiche e di mezzi, ad un controllo del territorio in maniera capillare ( ad es. Chiaramonte è esteso 126 kmq).

Solo persone irresponsabili ed incapaci di ricoprire il ruolo che le è stato assegnato, come la sottosegretario Martini, possono pensare che l’attuale sistema sia idoneo a debellare il fenomeno del randagismo.

Occorre che lo Stato, la Regione e la Provincia facciano la loro parte e sostengano in tutti i modi gli sforzi che i Comuni devono mettere in atto, accollandosi ad es. almeno il 50% delle spese necessarie per gli interventi sul territorio ed il ricovero dei cani randagi.

Creino loro delle strutture idonee al ricovero dei cani ( oggi gestite dai privati  ) o diano risorse sufficienti per la loro realizzazione e successiva gestione.

I Comuni della provincia fanno fronte, come possono, al ricovero dei cani randagi, sostenendo pesanti oneri (si pensi che il Comune di Chiaramonte Gulfi in un anno spende oltre 35 mila euro).

Questo impegno economico alla fine è assolutamente inutile per gli effetti di una norma di legge, illogica ed insensata, che prevede, dopo la sterilizzazione dei poveri cani, ad opera del personale veterinario dei canili, l’immissione degli stessi sul territorio che a quel punto diventano “proprietà” comunale con tutte le conseguenze del caso.

A quel punto il fenomeno si ripresenta in tutta la sua devastante portata e a farne le spese sono solo i Sindaci.

Basti vedere quanto è successo al collega del Comune di Scicli, Giovanni Venticinque, al quale esprimo tutta la mia solidarietà e dell’ANCI.

Occorre, insomma, rivedere tutto il sistema che governa la lotta al randagismo, creare sinergie tra i vari enti, condividere percorsi comuni e, soprattutto, non scaricare sui Comuni, come succede spesso, ogni responsabilità”.

Ciascuno deve fare la propria parte ed assumersi le conseguenti responsabilità.