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 direttore ha scritto il 4 giugno 2009 12:41

Egregio dott. Santoro, sono rimasto positivamente sconvolto dopo la lettura del suo intervento sulle pagine on line di questo giornale e del quale mi ha colpito la forza, tanto leale ed appassionata, scaturita per una causa genuina, che va oltre la localizzazione della questione siciliana. Mi permetta di condividere molti tratti della sua analisi, rassicurandolo sulla mia sincerità, nonostante forse ci distingua la formazione politica, intorno alla quale però ci accomunano alcune scelte di campo, sui tempi della sicilianità, dell’autonomia statutaria, dell’ambiente, della legalità, dell’antimafia e di tutte le questioni che in un modo o nell’altro coinvolgono il rispetto dell’uomo, nella sua dignità e nella sua libertà.
Ritengo di non dovere scrivere più di tanto, dilungandomi, per solidarizzare con Lei, il giornale, la sua incessante ed instancabile battaglia, preparata giorno dopo giorno con coerenza, costruttività e consapevolezza e condotta con le armi dell’Intelletto e della Ragione, armati di coraggio ed amore per la nostra terra tanto bella, quanto davvero sfruttata e violentata, per il popolo siciliano che, non disdegnando la coesione nazionale, sente comunque il bisogno di affermare nel mondo la propria cultura non mafiosa ed affarista, i tratti originali ed inviolabili della propria socialità e la laicità dell’appartenenza allo Stato italiano.
Bisogna continuare allora, senza demordere affatto, la battaglia per difendere ed offrire pubblicamente l’immagine “intima” della Sicilia, culla di civiltà, di cultura e laboriosità, contro l’immagine “reale” ed assolutamente diversa che della nostra Regione viene data da falsi intellettuali, da politici intriganti, da mercenari di ogni schiera e da alcuni media nazionali.
E’ per questa ragione, dunque, che La invito a non rimettere a Giorgio Napolitano il suo Diploma di Cavaliere al Merito della Repubblica, nel segno del riconoscimento di un titolo, che rappresenta per noi tutti (siciliani) un valore aggiunto ai meriti di quanti sostengono i bisogni della Sicilia, senza raggiri, demagogia e pedanteria.
Nel segno, ancora, della presenza e dell’incorruttibilità (nel suo significato più ampio) di un uomo e di un intellettuale, a cui questo riconoscimento è dato con forza e diritto, pur non appartenendo ad alcuna casta o nonostante non sia un plutocrate.

Nello Russo

 amicopaolo ha scritto il 15 giugno 2009 0:20

Dott. Santoro Lei è un degno Signor SICILIANO.

 amicopaolo ha scritto il 15 giugno 2009 2:04

LETTERA AL DIRETTORE
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Per stimolare i siciliani, in un plebiscito elettorale nel giro di pochi anni, e trionfare nell’agognato indipendentismo della nostra sfruttata isola non ci vogliono solo gli ideali ma bisogna scavare fino alle radici dei nostri valori per trovare i strumenti giusti per spronare il nostro popolo. Per dare voce e fare gli interessi del nostro popolo ci vogliono persone serie e affidabili che sappiano navigare, tenendo la barra dritta, nei mari di una politica che ha abissi e tempeste che io ignoro. L’entusiasmo e l’ onestà intellettuale sono fondamentali in un progetto di questo tipo e sono convinto che una persona come lei (qualsiasi ruolo scegliesse) sia un’ elemento indispensabile nella formazione di un’ equipaggio che deve apprestarsi a ritrovare la rotta per riscoprire le coordinate della nostra Sicilia.

 senzei ha scritto il 14 settembre 2010 23:41

caro direttore sono orgoglioso di averla conosciuta di persona, il suo giusto gesto, è da tener conto a tutte quelle persone, che con la loro ipocrisia, accettano qualsiasi situazione, la bramosia di molti politici appena approdati al potere ne danno conferma, nessun elemento finora da me conosciuto mi spira fiducia e serietà, per questo ovvio motivo , avendola conosciuta di persona mi permetto di dirle, da buon militare, che l’alto riconoscimento di Cavaliere della Repubblica da Lei onorevolmente conquistato, la distingue da molti altri , e ci permette noi stessi di distinguerla e di essere orgogliosi di aver a conoscenza una persona del suo carisma nella nostra città, che ha dato tanto , che ha fatto e che farà altrettanto per l’onore sia del nostro Paese che di noi tutti cittadini, la prego, non restituisca il Cavalierato, anche perché il suo gesto non verrò mai capito come si dovrebbe, invece noi, o almeno io, so benissimo il suo valore, e le si ad dice perfettamente,tale nomina non poteva essere ceduta ad altra persona all’infuori di Lei, con ossequi Castoro A.

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