ll critico d’arte e sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi commenta lo sfregio all’Ara Pacis, l’altare dedicato da Augusto nel 9 a.C. alla Pace, intesa come dea romana, e posto in una zona del Campo Marzio a Roma, e la posizione del sindaco di Roma Gianni Alemanno.
“Rispetto all’atteggiamento pilatesco, la parte migliore di lui – che resta quella fascista – ha espresso una coerente reazione all’orrore contro la civiltà rappresentato dall’Ara Pacis.
L’imbrattatura ed il water come sberleffo sono la giusta protesta e la testimonianza di insofferenza verso le promesse non mantenute dal sindaco Alemanno che, dopo aver fatto la sua campagna elettorale ed aver dichiarato di volere trasferire e demolire l’Ara Pacis, non ha neanche eliminato l’inutile ed insultante muretto che impedisce la visione della facciata della chiesa.
Bene hanno fatto i suoi seguaci a mettere i colori della bandiera d’Italia sul mostro di un architetto americano ignorante. Un monito al sindaco perché rispetti la parola data e sia coerente con gli elettori che si sentono giustamente ingannati»
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