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Precisazioni del Sindaco di Trapani sul procedimento giudiziario a carico del giornalista Giacalone

[1]“Ho citato in giudizio il signor Giacalone non per un servizio sulla mafia, ma perché in un articolo mi ha assimilato al capomafia assassino e stragista Matteo Messina Denaro e sfido chiunque a non sentirsi diffamato per questo”. Lo afferma il sindaco Girolamo Fazio, in relazione a quanto diffuso ieri dall’ANSA sull’apertura del processo a carico di Rino Giacalone. 

“Nella mia lettera riservata (ma diffusa non certo da me, anche se con l’eliminazione di alcune parti evidentemente non funzionali) non ho mai indicato ne’ magistrati, ne’ giornalisti come professionisti dell’antimafia – ha aggiunto Fazio -. Mi sono semplicemente limitato a dire che – cito testualmente – “La storia della nostra regione e della nostra provincia ci insegna che non si è voluta mai realmente combattere la mafia, perché alla fine tale stato di cose è convenuto a molti. Da chi ne trae vantaggio perché con essa è colluso e da chi ne trae vantaggio facendo l’antimafioso a parole e non con i fatti.

Chi vuole realmente rispettare e fare rispettare le regole, da chi è sostenuto?“. Ed ho aggiunto: “Chi vuol dire la sua, in questa città, non può farlo, perché finisce per essere accusato di essere mafioso, venduto a questo o a quello, certamente bugiardo ed interessato“. Sfido anche in questo caso chiunque a sostenere che non è così. Se poi chi ha letto la lettera ha deciso di dare le proprie interpretazioni, è un problema suo, non mio”.

 Il Sindaco interviene anche sulla presa di posizione dell’Associazione Libera indicata dal primo cittadino come destinataria dell’eventuale risarcimento danni: “Ribadendo che, qualora il tribunale dovesse darmi ragione, intendo devolvere la somma dell’eventuale risarcimento all’associazione Libera, mi limito semplicemente a riportare parte della nota già inviata all’associazione a dicembre 2008:  “Poiché ritengo che la lotta alla mafia debba essere portata avanti con azioni concrete, intendo, qualora l’esito del procedimento dovesse darmi ragione e dovessi avere diritto ad un eventuale risarcimento, devolvere la somma all’Associazione Libera, nella persona del Suo presidente nazionale, dando così il mio contributo personale alle iniziative poste in essere.

L’Associazione Libera, ovviamente, è padrona di gestire l’eventuale contributo come meglio crede, anche rifiutarlo, sposando la tesi dell’autore dell’articolo.

Debbo immaginare in tal caso che la stessa Associazione non riterrà di richiedere ed ottenere contributi e patrocini, come ha fatto in questi anni, ad una Amministrazione guidata finora da un Sindaco che considera mafioso, assassino, stragista“. 

“Ad oggi – conclude Fazio – l’Associazione Libera ha continuato a richiedere ed ottenere contributi e patrocini da questa Amministrazione”.