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AGRODOLCE: il flop siciliano sarà ancora finanziato dalla Regione

[1] “Agrodolce continuerà ad essere prodotta in Sicilia”. Questo almeno è quello che ha dichiarato l’assessore regionale ai Beni Culturali Antonello Antinoro, al termine della Giunta di governo di oggi dove è stato approvato, su sua proposta, il rifinanziamento della fiction. Lo stesso Antinoro che non molto tempo fa in una lettera inviata al dg Rai Claudio Cappon aveva chiesto “la necessaria e opportuna rivisitazione della convenzione tra Regione e Rai” alla luce dello scandaloso spreco di tanti milioni soltanto per ridare immagine alla Sicilia. 

Come tutte le cose siciliane sponsorizzate e finanziate con soldi pubblici, agrodolce è diventato il tormentone del sistema occupazionale.

Si parla ancora di ritorno in termini economici dopo che è stato dichiarato il fallimento del progetto divenuto AGRO per i siciliani che devono pagare e DOLCE per tutte quelle maestranze che inserite in progetto sono finite per divenire “dipendenti pubblici” perché tutto è a carico della regione che non riceve alcun ritorno economico e la Sicilia non riceve alcun beneficio, anzi…

Nel mondo della televisione, la Sicilia, con la bella idea di Agrodolce presentata da Gianni Minoli, sponsorizzata tre anni fa da un certo Gianfranco Miccichè, è riuscita a far nascere un’altra categoria di assistiti con fondi pubblici. I Costi di produzione ammontano a 13 milioni di euro, tutti pubblici (che goduria per RAI). Beneficiari della manna pubblica, un nutrito gruppo di persone divisi fra attori, tecnici, cameraman, elettricisti e montatori sparsi fra Termini Imerese e Bagheria (PA).

Il mondo surreale siciliano di agrodolce è ambientato in una cittadina di fantasia di nome Lumera e racconta le vicende di sei famiglie e diciannove personaggi principali e ha la presunzione di descrivere la Sicilia attraverso una romanzata assurda che non ha nulla a che vedere circa crescita culturale, non contribuirà a far conoscere le professionalità esistenti sul territorio, e non darà nuove opportunità di lavoro, come pensa “adesso” l’assessore Antinoro. 

Difficile capire quale siano stati i motivi del cambiamento di opinione di Antinoro. Possiamo ipotizzare che essendo in campagna elettorale …

Alla luce del clamoroso e prevedivile flop, affermare che “Agrodolce rappresenti un valore aggiunto per la Sicilia appare quantomeno fuorviante mentre è pacifico che la Sicilia rappresenti  una “valore” economico a profuzione per l’inutilità di Agrodolce. Non ci convincono, i numeri sciorinati da Gianni Minoli che da parte sua, ovviamente, si dice soddisfatto che la Regione abbia deciso di continuare ad erogare contributi per un progetto, aggiungiamo noi, che serve solo per far cassa e a produrre dipendenze lavorative assistite con capitali pubblici. 

Ma anche volendo considerare corretti i numeri relativi alle “visioni”, la consideravole somma di fondi pubblici erogata alla fiction, 26 milioni di euro,  appare come un immane spreco di denaro pubblico. Un vero e proprio “regalo” all’inutilità. 

Continuare a finanziare agrodolce serve solo alla RAI che utilizzando un gruppetto di persone riesce a ricavare un enorme ritorno finanziario, non certamente alla Sicilia che da questo pseudo progetto, ne esce dequalificata ed impoverita culturalmente .. oltre che finanziariamente.