Si comincia con la stagione degli scioperi nei trasporti pubblici e come conseguenza diretta iniziano i disagi per i cittadini.
Come sempre in questi casi , ogni parte in causa dichiara le proprie cifre. Partecipazione ampia secondo i sindacati o quello che resta del movimento operaio, scarsa e non partecipativa, secondo le varie aziende.
Un po’ come le manifestazioni. Gli organizzatori dichiarano un milioni di partecipanti, la prefettura … 200 mila scarsi.
In Sicilia la partecipazione nelle grandi città la partecipazione è alquanto disarticolata, fermi, secondo la Cub (Confederazione unitaria di base), i trasporti extraurbani a Catania, Agrigento e Caltanissetta, a Palermo invece, i disagi sono stati forti.
Nessuna notizia sui media da Messina, Ragusa, Siracusa, Enna, e Trapani, forse perché non significative.
Però a Marsala, città territorio per eccellenza, lo sciopero non si è visto perché … non esistono i trasporti pubblici non potendosi definire trasporto pubblico urbano un parco macchine di una ventina di mezzi per una città che conta ben 98 contrade e centinaia di chilometri di strade e quartieri non collegati con il centro. Malgrado ciò, quello che viene definito trasporto urbano a Marsala, ha introiti per 250 mila euro e spese per tre milioni. Uno sperpero di risorse per un servizio inesistente.
L’unica soddisfazione è che quando c’è sciopero dei trasporti, a Marsala nessuno se ne accorge … tanto non esistono!
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