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Sanità. Arriva (?) il Day Service. Risparmi tanti, prestazioni, prevedibilmente poche

[1]Altri 70 milioni di euro risparmiati, molto probabilmente sulla pelle dei cittadini, con il nuovo provvedimento,  un altro predisposto dall’assessorato regionale alla Sanità.

A partire dal 1° giugno 2009, inizierà il  “day service ambulatoriale ospedaliero” (Dsao) nelle strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate e definisce le tariffe delle prestazioni. Chissà poi perché questa esterofilia nell’indicare strutture: day service, che nella corretta e idonea forma  italiana non è altro che servizio giornaliero, comprensibile a tutti. Nel provvedimento manca già il principio base della corretta informazione comprensibilità per tutti i cittadini.

Secondo l’assessorato, non verrà modificata la qualità dell’assistenza e questo è tutto dire visto la non eccellente qualità della sanità siciliana.

Per l’assessorato, il day service, seguendo le più recenti indicazioni ministeriali, rappresenta un nuovo ‘contenitore assistenziale’ che, da un punto di vista organizzativo, si colloca tra il day hospital e il livello ambulatoriale e servirà ad affrontare in maniera codificata alcune specifiche patologie oltre che le prestazioni di chemioterapia: in pratica, permetterà una drastica riduzione dei ricoveri diurni inappropriati, con minore impiego di risorse ma con identico, se non addirittura maggiore, beneficio per il paziente.

Secondo quanto emerge dai modelli sanitari nazionali ed internazionali, il servizio ambulatoriale ospedaliero giornaliero consiste nella elaborazione di un sistema facilitato e semplificato di accesso dell’utente alle strutture ambulatoriali ospedaliere per problemi che richiedono l’esecuzione di più prestazioni specialistiche e deve essere articolato nell’elaborazione di un vero e proprio “Pacchetto” di prestazioni ambulatoriali (prestazioni ambulatoriali complesse o PAC), gestite dal Medico Specialista Ospedaliero, che permette all’utente di essere inquadrato dal punto di vista clinico-diagnostico in breve tempo, “bypassando” l’allungamento burocratico dei tempi che spesso si interpone tra la richiesta del medico di Medicina Generale e l’effettuazione di ogni singola prestazione.

Si tratta in sintesi, di un modello assistenziale che assicura un percorso agevole ed efficiente, mutuando dal Day Hospital. la concentrazione in tempi ristretti delle prestazioni erogabili. In parole semplici, una ospedalizzazione giornaliera tesa a raggruppare nella stessa giornata diverse prestazioni di diagnostiche e clniche.

Ora è facile prevedere, considerato gli standard di efficienza degli ospedali siciliani che a parte qualche struttura di eccellenza languano negli ultimi posti della classifica nazionale, e che le attrezzature, molte delle quali vetuste, e gli specialisti non sono sufficienti a garantire un servizio continuativo, che alla fine questo nuovo progetto di Russo, inserito nell’organizzazione deficitaria sanitaria siciliana, avrà come effetto la riduzione dei costi dei servizi sanitari ma solo per mancati servizi al cittadino che già di tasca propria paga per intero diagnostica e analisi cliniche per l’80% dei casi essendo queste prestazioni a regime non convenzionato, di importo inferiore alla prestazione assistita con ticket.  

Russo, come i suoi predecessori, ha dato passato un po’ di antimuffa nel sistema, ha riverniciato il riverniciabile, il sistema non è stato assolutamente rinnovato, e le crepe sono state soltanto nascoste nel più classico modo di agire della politica siciliana.