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FONDI FAS. Lombardo abbia alla luna

[1]Che il Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo conti a Roma come il due di picche è cosa arcinota. Che la Sicilia da decenni e non solo con Lombardo è considerata da Roma capitale, soltanto una colonia e serbatoio di voti di scambio provenienti da un intensa attività assistenzialistica e clientelare messa in atto con la casta politica siciliana, è cosa altrettanto nota.

E quindi, come stupirsi delle continue dichiarazioni di Raffaele Lombardo che ciclicamente protesta verbalmente nei confronti di Roma per le continue decisioni governative e parlamentari che vanno contro gli interessi della Sicilia.

Che nessuno lo ascolti lo sa anche lui però deve stare al gioco e quindi, ecco che protesta, protesta ma poi ….

Secondo il Segretario regionale del PD Francantonio Genovese anche se non immune da colpe, come tutti i politici siciliani che “lavorano” per i partiti romani anziché come riesce a fare la Lega per il nord, il SVP per l’Alto Adige, e l’Union  Valdôtain per la Valle d’Aosta, il Presidente Lombardo che protesta contro il mancato via libera da parte del Cipe all’utilizzazione dei Fondi FAS sembra un cane incatenato che abbaia alla luna. E’ una scena patetica alla quale non riusciamo ad abituarci, malgrado si ripeta continuamente da oltre un anno. Il Presidente della Regione, eletto e sostenuto dal centrodestra, non riesce ad opporsi alla politica antimeridionalista di Berlusconi e si accontenta di rilasciare, di tanto in tanto, dichiarazioni indignate. Ovviamente, a Roma, nessuno lo prende in considerazione, né tanto meno lo teme, mentre il governo nazionale continua a saccheggiare le risorse destinate alla Sicilia: dai fondi ex Fintecna a quelli riservati alle aree meno sviluppate. In particolare, grazie all’inconsistenza dell’azione del governo Lombardo,  i fondi FAS sembrano essere diventati per Berlusconi e Tremonti una sorta di pozzo di san Patrizio al quale attingere per le più disparate finalità. Le dichiarazioni indignate di Lombardo hanno probabilmente solo una finalità di tipo elettorale, ma dovranno fare i conti con l’intelligenza dei siciliani”. 

Sante parole. Ma quale partito, movimento, politico o associazione in Sicilia sarà mai capace di “far nascere” un politica eticamente regionalista e sicilianista?

Lombardo quando presentò il suo movimento affermò solennemente a Bari che “non andremo né a destra né a sinistra – la gente non capirebbe e ci chiamerebbero “ASCARI”.

Sappiamo tutti come è andata a finire per le nazionali, per le regionali e come sta operando in occasione delle europee. Invece di dimostrare il vero carattere regionale e regionalistico del suo movimento, oggi non trova di meglio che allearsi con la Destra di Storace, una porziuncola dell’ex DC, e il partito dei pensionati.

Coerenza e rispetto degli impegni presi ? Possiamo dire, alla lue di queste “alleanze nazionali” … zero.  

Fintanto che i politici siciliani si accaseranno all’interno dei partiti dichiaratamente nazionali e nazionalisti, parlare di interessi della Sicilia e di orgoglio siciliano, appare come un semplice esercizio di propaganda elettorale per portare acqua al mulino di Berlusconi.

Tutti, nessuno escluso.