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11 maggio 1860. Catastrofe a Marsala

A giudizio degli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu, i Siciliani tutti- ed i Cittadini di Marsala in particolare- dovremmo RICORDARE,  ogni anno e ad ogni ricorrenza della data dell’UNDICI MAGGIO, due eventi dolorosi d’eccezionale gravità, meglio dire catastrofici. I ” FATTI ” ormai storici avvennero rispettivamente nel 1860 e nel 1943.

Il giorno 11 maggio del 1860 ebbe luogo  infatti il tanto “celebrato” “SBARCO DEI MILLE” a Marsala. Uno sbarco “ASSISTITO” in modo arrogante e scandaloso dalla flotta militare Inglese, che unitamente a quella Piemontese comandata dall’Ammiraglio PERSANO, avevano seguito a debita distanza il lungo viaggio sin dalla partenza da Quarto, avvenuta, com’è arcinoto, il giorno cinque dello stesso mese. Mentre due  navi britanniche erano già posizionate all’interno della rada del porto di MARSALA. Si pensi al gran da fare che si diedero i rispettivi Commanders  delle due grosse navi da guerra britanniche, appunto, che si chiamavano ” ARGUS” ed “INTREPID”; si pensi al proditorio allontanamento della guarnigione militare duosiciliana spostata ad Agrigento dai generali  traditori della Luogotenenza di Palermo al fine di agevolare ulteriormente lo “sbarco” stesso; si pensi ai “trakkiggi” della diplomazia britannica e degli imprenditori inglesi, che furono gli unici a festeggiare i Garibaldini e a dar manforte al  sindaco e alla giunta, comunale  di nomina borbonica, che, ” obtorto collo”, avevano cambiato in quello stesso istante casacca. In quella circostanza la cittadinanza tutta di Marsala, snobbando le  manifestazioni ufficiali ( e pur sempre modeste) di benvenuto agli “invasori”, dimostrarono grande dignità e coraggio, costringendo la numerosa ed autorevole comunità britannica ad uscire allo scoperto.  Si pensi pure  alle centinaia di navi mercantili con bandiera britannica che stazionavano nel porto per agevolare, a loro volta,  lo “sbarco” impedendo a chiunque di sparare; si pensi al fatto, raccontato dagli stessi agiografi garibaldini, che anche sulle case e sugli stabilimenti enologici sventolavano le bandiere britanniche. E si pensi- perchè no?- a quei circa quattrocento garibaldini che avevano viaggiato  sul piroscafo “LOMBARDO” e che  riuscirono a”sbarcare” a Marsala soltanto perchè  furono presi in braccio, come pacchi postali  , e portati sulle barche , dagli operai di una Casa Vinicola inglese. Il glorioso piroscafo LOMBARDO era, infatti, imprevedibilmente e maldestramente rimasto “incagliato” nelle secche esistenti nella rada del porto di Marsala…A questo proposito inseriamo un dettaglio di carattere puramente psicologico. Gli AGIOGRAFI del Risorgimento Italiano e gli APOLEGETI dell’Impresa dei Mille dimenticano spesso e volentieri che MARSALA, nel 1860, possedeva al suo interno il più grande POLO VITIVINICOLO DEL MONDO e non era quindi la landa desolata che gli stessi AGIOGRAFI  ed i PITTORI che, – retrodatando i loro quadri propagandistici, –  ci vogliono far credere.  

Tornando alla cronaca, si  pensi al fatto gravissimo che  -alle navi duosiciliane- fu proibito ed impedito dagli Ufficiali di Sua Maestà Britannica di sparare sui piroscafi garibaldini in forza di una situazione artatamente creata dagli stessi  Inglesi. I quali ultimi  si avvalevano delle clausole di un trattato imposto dal Governo inglese al Re  Ferdinando II° nel 1849, proprio per consentire e legittimare le interferenze militari britanniche anche nei Porti del Regno delle Due Sicilie. 

E si pensi infine che sulle porte e sulle finestre delle abitazioni vi erano piazzati grossi cartelli con la scritta a caratteri cubitali << DOMICILIO INGLESE>>. Altro che rivoluzione filo-italiana, filo-sabauda e filo-garibaldina !!!!

Una precauzione, questa dei cartelli, che nella città di Marsala ebbe l’effetto di evitare i saccheggi dei “LIBERATORI”, ma che non avrebbe funzionato altrettanto bene negli altri Centri abitati e Città della Sicilia. La iniziativa , che ovviamente  lasciava trasparire il terrore che aveva colto le famiglie siciliane, dimostrava comunque che i Siciliani avevano ben capito che era proprio  il Governo di Londra, il vero “mandante ” delle operazioni in corso. E che lo stesso Governo  controllava ogni minimo particolare con complici che, sullo sfondo,dirigevano e talvolta eseguivano direttamente il copione della TRAGICOMMEDIA  della conquista del SUD e,intanto, della Sicilia.

   Dopo poco tempo, la Cittadinanza tutta di Marsala sarebbe stata sottoposta a violenze e a rappresaglie , sia da parte del governo dittatoriale garibaldino sia da parte del successivo Governo “Piemontese”. Di tali violenze, con le quali si violavano sistematicamente i Diritti Umani,  esistono testimonianze inoppugnabili  anche agli atti del Parlamento Italiano. 

Che dire di più per la ricorrenza del  149° anniversario?

 Ci limitiamo a puntualizzare che, con quello “sbarco”, la Sicilia diventò  una “colonia” al servizio dell’Imperialismo interno delle Regioni del NORD su quelle del SUD. Le mortificazioni, il lavaggio del cervello, l’alienazione culturale e la subordinazione culturale e politica, la meschina accettazione di una mitologia falsa e bugiarda che SOSTITUISCE ed occulta una bruttissima  verità storica non possono durare a lungo. Fenomeni negativi, questi, paragonabili talvolta agli effetti della sindrome di Stoccolma, che, come abbiamo cercato di dire , hanno avuto un inizio, non casuale, perchè promossi da una serie di fatti internazionali pilotati dalla Gran Bretagna che all’epoca era la più grande Potenza del Mondo.  Questi fenomeni avranno- dovranno avere- una fine. E l’avranno  quando noi Siciliani avremo nuovamente  acquisito la consapevolezza di noi stessi e  della nostra identità. Nonché  del nostro diritto di tornare nei Consessi Internazionali dai quali siamo stati esclusi a causa della nostra condizione coloniale. A condizione però che sia prima recuperato la nostra memoria storica . 

Ricordiamo ora che l’UNDICI MAGGIO DEL 1943 avvenne un’ altra catastrofe. La Città di Marsala fu spietatamente oggetto di un bombardamento aereo a tappeto da parte dell’AVIAZIONE MILITARE degli Alleati, che come abbiamo già detto in altre occasioni ,intensificò la propria azione distruttiva, anche nei confronti dei centri abitati,- e talvolta ai soli fini terroristico-dimostrativi, in previsione dello “SBARCO” che sarebbe avvenuto di lì a poco sulle coste siciliane. Morirono,in quella circostanza, MILLE MARSALESI. Furono distrutte centinaia di case e di palazzi, furono distrutte o danneggiate opere d’arte di inestimabile valore. Quelle povere VITTIME ,che rappresentano la SICILIA MARTORIATA per guerre e per interessi non sempre coincidenti con quelli del Popolo Siciliano, dovrebbero essere ricordate meglio e con maggiore senso di partecipazione.