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Caso Maniaci. Ordini contro …

[1]Rinviato al 26 giugno, dinanzi al giudice monocratico di Partinico, il processo a carico di Pino Maniaci, editore dell’emittente della provincia di Palermo di Telejato, accusato di esercizio abusivo della professione giornalistica.

Maniaci ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato e si è presentato in aula all’udienza preliminare accompagnato dal segretario nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, e dal consigliere pubblicista Giacomo Clemenzi.

Ottimista sull’esito del procedimento l’avvocato di Maniaci, Bartolomeo Parrino che  ritiene di risolvere positivamente la vicenda in fase di udienza preliminare, evitando il  dibattimento.  

Monta intanto la polemica tra l’Ordine nazionale dei giornalisti e quello regionale. Da qualche giorno era stata ventilata l’ipotesi che l’Ordine siciliano potesse costituirsi parte civile nel processo a carico di Maniaci, in passato vittima di minacce e intimidazioni da parte di esponenti della criminalità organizzata.

Anche se allo stato alle ipotesi non è seguita alcuna richiesta di parte civile nel procedimento, la cosa ha fatto insorgere l’Ordine nazionale, che con il suo presidente, Iacopino, è solidale con Maniaci.

Iacopino ha affermato che :”abbiamo ritenuto doveroso schierarci al fianco di Pino Maniaci. Da anni conduce un lavoro preziosissimo nella lotta alla criminalità. Il suo importante contributo stride con l’incomprensibile silenzio dell’organismo regionale di rappresentanza della nostra categoria. Il lavoro antimafia che svolge Telejato  è sotto gli occhi di tutti, così come sono sotto gli occhi di tutti i tanti discorsi dei professionisti dell’antimafia parolaia. Mi riferisco a coloro i quali ritengono che sia sufficiente scrivere un libro o partecipare a una trasmissione televisiva per fare la lotta alla criminalità. L’Ordine nazionale è accanto a Pino Maniaci non per un atto di affetto, non per un gesto di solidarietà, ma per un dovere morale nei confronti di chi, con o senza tesserino, è testimone di una battaglia di riscatto sociale di una terra tormentata“.