La Procura distrettuale antimafia di Catania ha avviato una inchiesta che coinvolge 18 persone tra cui quattro i magistrati e due procuratori capo della Repubblica, quello di Caltanissetta, Sergio Lari e quello di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone.
Nell’inchiesta, oltre ai sei magistrati, sono coinvolti imprenditori, avvocati e investigatori che sono indagati a vario titolo per corruzione di pubblico ufficiale, violazione segreto in atti d’ufficio fino al concorso esterno in associazione mafiosa.
Essendo coinvolti il procuratore capo di Caltanissetta e quello di Reggio Calabria, all’epoca dei fatti in servizio a Palermo come procuratori aggiunti, nonché i PM Michele Prestipino Giarritta, Roberta Buzzolani, Lia Sava e Giusto Sciacchitano, l’inchiesta è passata per competenza territoriale alla Procura di Catania, e nasce da una denuncia presentata dall’avv. Giovanna Livreri secondo cui sarebbero state occultate prove e fatti a favore del suo assistito per coprire presunte responsabilità di una donna, che sarebbe consuocera di un magistrato romano.
L’inchiesta, fino ad ieri tenuta in stretto riserbo, è coordinata dal procuratore Vincenzo D’Agata e dal pm Antonino Fanara.
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