- Osservatorio Sicilia/Mondo e Dintorni - http://www.osservatorio-sicilia.it -

LIBERO Stefano Bommarito. Solite proteste politiche e solita ipocrisia

Giuseppe Di Matteo [1]

Giuseppe Di Matteo

Stefano Bommarito, pentito e condannato a 22 anni di carcere per l’ assassinio del piccolo Giuseppe Di Matteo, ha ottenuto dal tribunale di sorveglianza di Palermo l’affidamento in prova ai servizi sociali. La scarcerazione di Bommarito, che fu il carceriere del bambino, segue di poco la sua scelta di collaborare con i magistrati.

Bommarito come si ricorderà è stato condannato per l’omicidio di de piccolo Giuseppe con Enzo Salvatore Brusca e Giuseppe Monticciolo, ora ai domiciliari, e Vincenzo Chiodo, in carcere, arrestato nei mesi scorsi su ordine della Corte di Cassazione. Rimane in carcere il mandante, Giovanni Brusca.   

Ogni volta che la Magistratura attua provvedimenti di questo tipo, che risultano poi essere atti in linea con le norme di legge, esplodono le prese di posizione, che appaiono spesso strumentali.

Ritengo che rimettere in libertà uno dei più efferati assassini e criminali sia una scelta scandalosa ed irrispettosa del comune senso di Giustizia che offende i cittadini onesti. Non è possibile che un soggetto, condannato ad oltre venti anni di carcere, possa godere di tutti questi benefici che possono essere concessi solo in presenza di particolari requisiti che certamente non sono in possesso del Bommarito“.

Questo è quanto dichiara Salvino Caputo, componente la Commissione Legislativa antimafia che ha scritto al Ministro Alfano affinché intervenga per la revoca del beneficio e con l’invio degli Ispettori presso la sede dell’Autorità Giudiziaria che ha emesso il provvedimento.

La presa di posizione di Caputo appare assolutamente fuori luogo e soprattutto appare quantomeno irrispettoso che un deputato, per giunta avvocato, si scagli in pratica contro la Magistratura che in fin dei conti applica la legge “voluta” dalla politica. 

Pensiamo che invece di gridare allo scandalo la casta politica dovrebbe fare un attento esame di coscienza e proporre leggi giuste e allo stesso tempo severe, che stabiliscano un principio giuridico e sociale che in Italia manca: la certezza della pena. 

Questo voler criticare sempre e comunque la Magistratura, che avrà pure le sue colpe, ci appare come un inutile esercizio di scarica barile delle proprie responsabilità. Le leggi vengono fatte dal Parlamento e la Magistratura le applica!