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Sanità nel messinese. Il deputato Briguglio chiede l’intervento del Ministro

Lettera integrale dell’interrogazione del deputato Briguglio al Ministro della Salute sulla sitauzione del messinese: “Si sta assistendo a un progressivo smantellamento di strutture e servizi sanitari nella zona Jonica della provincia di Messina e dopo la chiusura dei presidi di guardia medica di Santa Teresa di Riva, di Savoca e di Taormina, è stata stabilita la soppressione del laboratorio di analisi del Poliambulatorio di Sant’Alessio Siculo (Messina), in ottemperanza al decreto dell’assessorato alla sanità della regione Sicilia, pubblicato sulla GURS parte I n. 8 del 20 febbraio 2009.

In nome di un non ben definito risparmio economico si va a colpire un bacino di utenza che si estende a tutto il comprensorio della Valle d’Agrò, che comprende diverse decine di migliaia di persone con l’eliminazione di una struttura che in oltre 12 anni di lavoro continuativo ha erogato milioni di prestazioni, di cui circa settantamila solo nell’anno 2008 nei confronti dei quasi diecimila pazienti esterni che l’hanno scelta come laboratorio di riferimento, e ciò sia nei periodi di normalità, sia nei periodi «difficili», prodotti dalla chiusura dei laboratori privati, rappresentando in quel momento l’unico laboratorio convenzionato a cui l’utenza poteva fare riferimento tra Messina e Taormina per tutti i pazienti del comprensorio, che hanno continuato anche in seguito ad afferirvi

Nel momento in cui si dovesse ripresentare un’emergenza di questo tipo questi utenti, evidentemente classificati «di serie B», non avranno più la possibilità di effettuare i controlli ematochimici dovendosi accontentare di un punto prelievi privo di medici specialisti e di personale tecnico qualificato a cui rivolgersi per ogni tipo di chiarimento ne più ne meno di un semplice centro di smistamento oppure di pagare per intero le prestazioni sanitarie alle strutture private come già in questo momento si sta verificando nel comprensorio.

E’ da considerare inoltre che tutti quei pazienti in terapia cronica il cui esito deve giungere in poche decine di minuti per permettere la corretta somministrazione della terapia, quali i cardiopatici, i diabetici, i pazienti ematologici con anemie gravi, i pazienti neoplastici in terapia antiblastica, dovranno rinunciare a questo importante servizio in quanto con il declassamento a punto di prelievo non sarà più possibile l’esecuzione degli esami direttamente nella struttura ma si dovrà disporre l’invio del sangue presso ospedali distanti decine di chilometri, con conseguente allungamento dei tempi di consegna rendendo impossibile il controllo del dato di laboratorio che non dovesse risultare congruo.

E’ inoltre da osservare che la chiusura del laboratorio non porterà alcun risparmio sui costi in quanto dovrà essere allestito un servizio di trasporto dei campioni che genererà costi altissimi, verosimilmente molto più alti di quelli derivati dall’esecuzione dei prelievi nella struttura.

Per quel che riguarda quella parte di utenza proveniente direttamente dagli ambulatori specialistici specialistici ospitati nello stesso presidio, quali la cardiologia, l’urologia, la reumatologia, l’endocrinologia, la diabetologia, la medicina sportiva e la guardia medica turistica nei mesi estivi, deve essere altresì valutato che nei confronti di questi pazienti il laboratorio ha erogato prestazioni di alta qualità in tempi brevissimi dando preziose indicazioni circa la prescrizione di una pronta ed efficace terapia a tutto vantaggio degli utenti con notevole contenimento della spesa grazie all’alternativa a inutili ospedalizzazioni.

E’ evidente quindi che la chiusura del laboratorio di S. Alessio Siculo ai fini del rientro della spesa sanitaria si rivelerà l’ennesimo buco nell’acqua che porterà solo disagi alla popolazione e nessun beneficio economico concreto.

Da parte di sindaci, amministratori locali, forze sociali e cittadini sono state attivate forme di mobilitazione e protesta, compresa una spontanea petizione popolare mediante la raccolta di firme che ha ottenuto sino a questo momento un consenso plebiscitario.

Infine va valutato il fatto che, secondo quanto citato dallo stesso decreto che dispone la chiusura di 20-25 laboratori pubblici e la riconversione degli stessi in punto prelievi, è necessario considerare che il Laboratorio di S. Alessio Siculo con le sue settantamila prestazioni, vanta posizioni di ottimizzazione superiori a circa quaranta laboratori tra quelli citati nel predetto per cui, considerata anche la posizione orografica del laboratorio nel territorio che lo rende di fatto unico laboratorio pubblico nel comprensorio tra Messina e Taormina (circa 60 chilometri di territorio), in confronto a molte altre strutture con numero inferiore di prestazioni ed attorniate da numerose alternative pubbliche e private, si rende più evidente come la sua chiusura sia ancor più grave e di grande impatto negativo sulla salute pubblica e sui costi che si abbattono sulla collettività. Con particolare incidenza negativa sui diritti e sulla qualità della vita delle Comunità locali e delle categorie a rischio (anziani, malati cronici, portatori di handicap, eccetera) e famiglie meno abbienti.

La soppressione della struttura pregiudica in modo grave o il diritto a livelli essenziali di assistenza costituzionalmente garantiti.

Conclude, l’interrogazione il deputato, chiedendo al MInistro della Sanità se non intenda intervenire con la massima urgenza al fine di evitare la soppressione del laboratorio pubblico di analisi di S. Alessio Siculo a tutela dei livelli essenziali di assistenza”.