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Beni della mafia a Carini. Secondo Fini la mafia fugge, secondo Caputo “condiziona” la vita sociale

[1]Affermazioni in scioltezza di due politici dello stesso partito. E’ curioso e quasi farebbe sorridere mettere assieme queste due affermazioni di due politici appartenenti allo stesso partito,  se la cosa non riguardasse un problema serio al quale nessuno cerca di porre rimedio, ma di cui tutti si sentono in diritto di parlare e tante volte, sparlare. 

Sapete tutti in che occasione Fini ha fatto queste sue eclatanti e trionfanti affermazioni, noi vi riportiamo da quale situazione nascono le preoccupazioni di Caputo.

Il tutto parte dall’asta pubblica  per la vendita della tenuta dello Zucco di Carini di proprietà della SOLITANO S.p.A., che è andata deserta nonostante l’offerta fosse stata ritenuta estremamente vantaggiosa, la splendida tenuta dello Zucco, complesso agricolo con 147 ettari di terreno, un castello, un baglio, magazzini, con annesse stalle.

Secondo Salvino Caputo è impossibile per persone “normali” poter liberamente acquistare una delle tenute agricole più belle della Sicilia.

La vicenda è stata anche oggetto di un’audizione della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della Mafia in Sicilia, lo scorso 11 marzo per dimostrare come oggi nessun bene confiscato alla mafia o comunque considerato di diretto o indiretto interesse di cosa nostra possa essere liberamente oggetto di pubblico acquisto. 

“Negli anni passati l’ex Parrocco di Carini Agostino Coppopla, poi condannato per mafia e da tempo deceduto, utilizzava parte di questi terreni, e la villa è stata sede di ricovero per latitanti e Summit di mafiosi. Tutto questo dimostra – ha continuato Salvino Caputo .- che chiunque oggi possa continuare a pensare di potere vendere al pubblico incanto i beni confiscati a cosa nostra deve rendersi conio che soltanto gli stessi mafiosi ed i loro prestanomi possano acquistare o comunque detenere i beni immobili confiscati comunque gravitanti nella sfera di interessi di cosa nostra. 

E per mandare un messaggio a chi vuol condizionare la libera volontà e chi ha coraggio per gestire i beni confiscati alla mafia, Caputo propone che la Regione acquisti direttamente il bene.  

Ma allora la mafia fugge oppure condiziona la vita sociale siciliana?