- Osservatorio Sicilia/Mondo e Dintorni - http://www.osservatorio-sicilia.it -

Regione: precisazioni sul caso Genchi e Pellerito

“La questione del procedimento di sospensione adottato dalla giunta nei confronti di due dirigenti dell’assessorato regionale al territorio non ha nulla a che vedere con il progetto di realizzazione di quattro termovalorizzatori in Sicilia. E mal si presta a speculazioni politiche.”

Per opportuna chiarezza e per la trasparenza che deve caratterizzare le azioni del governo regionale, interviene con una nota di chiarimento l’Assessore regionale al territorio, Giuseppe Sorbello.

“La vicenda, spinosa e delicata, non può e non deve essere affrontata  con la superficialità che caratterizza alcuni articoli apparsi su alcuni organi di stampa. Sono stati rappresentati fatti inesistenti e riportati commenti fondati sulle stesse imprecisioni. Circostanza che non giova a nessuno e che altera la verità dei fatti.”

“In realtà, ai due funzionari sono state contestate alcune inadempienze – a far data dal 2006 – che hanno prodotto gravi danni all’amministrazione regionale. Si tratta di una lunga, circostanziata lista di contestazioni, supportate da atti documentali e mai confutate nel merito dagli interessati”.

“I principali addebiti riguardano: la mancata applicazione della direttiva dell’Assessore sulla delega alle Province delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera; l’irregolarità di alcune procedure per l’acquisto di attrezzature; il non aver applicato la tassa di concessione governativa nelle autorizzazioni – circostanza che ha indotto la Corte dei Conti a chiedere di mettere in mora i responsabili -; la mancata predisposizione del piano regionale per la qualità dell’aria – che ha causato l’apertura di una procedura d’infrazione comunitaria -. Non c’entrano nulla, quindi, i termovalorizzatori, né – spero – la politica.”

Con due distinte note, il dirigente generale del dipartimento al territorio, Pietro Tolomeo, il 12 aprile 2007 ha dato avvio ad altrettanti provvedimenti di revoca degli incarichi dirigenziali a carico di due dirigenti dell’assessorato, Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito. Il procedimento di contestazione, condotto anche attraverso il contraddittorio, da un dirigente del Dipartimento, si è concluso  l’8 giugno 2007, con l’emanazione di due provvedimenti di revoca degli incarichi e rescissione dei contratti individuali di lavoro.

Genchi e Pellerito hanno proposto ricorso non “contro” il Presidente della Regione, come riferito da alcuni giornali, ma “al” Presidente della Regione. I due funzionari hanno contestato non la fondatezza degli addebiti, ma la circostanza che i provvedimenti fossero emanati dal dirigente generale e non dalla giunta regionale.

La stessa giunta di governo, il 18 ottobre 2007, si è espressa indicando con precisione il meccanismo di contestazione. Circostanza che ha portato, il 31 gennaio 2008, alla riproposizione delle contestazioni del 2007, integrate dalla citazione e della descrizione di ulteriori inadempienze.

Nel corso del 2008 lo staff per la valutazione della dirigenza del Dipartimento territorio, composto da tre dirigenti che non avevano avuto alcun ruolo nelle vicende precedenti, ha proposto – in riferimento al 2006 – una valutazione negativa dell’attività amministrativa svolta dai due funzionari. Proposta condivisa sia da Pietro Tolomeo – il dirigente generale che ha attivato il procedimento – che dal suo predecessore, Giovanni Lo Bue, che aveva diretto la struttura fino al 12 ottobre 2006.

Gli atti sono così stati trasmessi dall’Assessore, all’attenzione della giunta regionale. Il 17 marzo, anche il consiglio di giustizia amministrativa aveva, infatti, confermato in capo alla giunta regionale  la competenza ad adottare eventuali provvedimenti di revoca di incarichi dirigenziali.

A conclusione dell’iter di legge, esaminati gli atti istruttori prodotti dall’assessore al territorio, la giunta regionale, nella seduta del tre aprile, ha così deciso di sospendere i due funzionari da ogni incarico dirigenziale per un periodo non inferiore a due anni, applicando per la prima volta le sanzioni previste dalla legge sulla dirigenza (comma 4 dell’articolo 10 della legge regionale 10 del 2000).