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Mafia: Nessuno tocchi la cantina dei boss

[1]Quindici anni e non si muove foglia. Come se l’ ombra dei due patriarchi, il defunto Bernardo Brusca e il capo di Cosa nostra Totò Riina, continuasse a gravare su quella che era la più grande cantina della Sicilia occidentale. Nessuno tocchi la cantina dei boss, la stessa che – nel 1989 – già confiscata e con tanto di sigilli riuscì non si sa come ad ottenere dalla Regione e dalla Comunità europea un finanziamento di cinque miliardi di lire per l’ acquisto di nuovi silos, peraltro regolarmente installati e naturalmente mai utilizzati. Un segno di sfida, un modo come un altro per dire che – confisca o no – i padroni della cantina Kaggio erano e rimanevano Bernardo Brusca e Totò Riina. A rimettere in funzione la Kaggio ci aveva provato, per ultimo, L’EX SINDACO DI Monreale Salvino Caputo che oggi ricopre il ruolo di presidente della commissione parlamentare Attività Produttive e componente di quella Antimafia. Salvino Caputo, che del riutilizzo dei beni confiscati ha sempre fatto un cavallo di battaglia personale, nel periodo in cui era amministratore della cittadina normanna era riuscito ad ottenere il bene e anche un  finanziamento per la ristrutturazione, ma dopo i lavori completati piu’ di 4 anni fa il bene è rimasto ancora inutilizzato e oggi si trova di nuovo in stato di abbandono. Caputo, la settimana scorsa, ha preso carta e penna e ha segnalato la circostanza  Commissario straordinario del Governo per la Gestione e l’Utilizzo dei Beni confiscati alla Mafia, Antonio Mariuccia che ha immediatamente attivato i suoi uffici ed ha chiesto una relazione dettagliata al Prefetto di Palermo  Trevisone. “Ho chiesto alle autorità preposte – si legge nella nota del commissario – ogni elemento di dettaglio al fine di avviare tempestivamente opportune attività di impulso finalizzata ad un  recupero ed utilizzo del bene a servizio dello sviluppo dell’economia del territorio”.