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Lavoro e formazione. Ovvero, gli sprechi della politica siciliana. 500 ore di istruzione per formare un cassiere!

[1]E’ proprio vero non ci sono trucchi nè inganni. E’ quanto abbiamo appreso  scorrendo le offerte formative dell’ANFE in Sicilia, e scopriamo che per formare un cassiere, necessitano di ben 500 ore di corso.  Secondo la descrizione del corso per cassiere,  l’addetto alle casse assiste la clientela riguardo alla verifica dei prezzi, al cambio di denaro e alla prima gestione dei reclami, della smagnetizzazione dei prodotti (ad esempio, i capi di vestiario), della confezione della merce in uscita. Inoltre l’addetto alle casse deve possedere conoscenze base di contabilità (?) e padronanza delle operazioni di conto e delle procedure relative alle diverse modalità di pagamento (cassa elettronica o computerizzata, sistemi di Pos-tax free, assegni ecc.). Le attitudini personali richieste sono quelle necessarie a gestire il rapporto diretto con la clientela: capacità relazionali, precisione, cortesia e capacità di orientare il compratore secondo le sue esigenze.

Per imparare a far ciò, l’allievo deve studiare per ben  500 ore che suddivise in 5 ore giornaliere, significa che deve studiare per pere il cassiere per ben 4 mesi. Neanche un cassiere di banca necessita di tante giornate di addestramento.

Ciò che normalmente si impara in un tre giorni lavorativi affiancato ad altro operatore , con il corso di formazione, retribuito, si impara in 4 mesi e a carico dello stato.

Questo succede a Enna, perchè paradossalmente a Palermo,  per raggiungere la stessa specializzazione (l’addetto alle casse assiste la clientela riguardo alla verifica dei prezzi, al cambio di denaro e alla prima gestione dei reclami, della smagnetizzazione dei prodotti (ad esempio, i capi di vestiario), della confezione della merce in uscita. Inoltre l’addetto alle casse deve possedere conoscenze base di contabilità e padronanza delle operazioni di conto e delle procedure relative alle diverse modalità di pagamento (cassa elettronica o computerizzata, sistemi di Pos-tax free, assegni ecc.). Le attitudini personali richieste sono quelle necessarie a gestire il rapporto diretto con la clientela: capacità relazionali, precisione, cortesia e capacità di orientare il compratore secondo le sue esigenze) sono necessari 350 ore di addestramento. Stesso addestramento, stessa finalità. 

Probabilmente sono diversi i tempi di apprendimento tra gli allievi di Enna e quelli di Palermo, non può esserci a nostro avviso altro motivo a meno che a Enna non bisogna garantire lavoro agli insegnanti per un periodo più lungo di quelli che insegnano a Palermo. 

Il presidente Lombardo dice che garantisce lo stipendio a 7 mila insegnanti della formazione che da tre mesi non ricevono lo stipendio. 

Già, ma quale obbligo ha la regione nel pagare gli stipendi quando la formazione nel tempo sembra divenuta la cartina di tornasole per mantenere feudi e bacini di voti a carico della casse pubbliche.

Quale reale attività svolgono queste associazioni per garantire una qualificazione professionale secondo le esigenze di mercato? Visti i livelli di disoccupazione non sembra che la formazione, almeno in Sicilia, possa essere considerata tale, considerati anche i corsi che per la maggior parte sono assurdi ed altri “fuori” dalla necessità del mercato di lavoro. 

E’ mai stato fatto un riscontro obiettivo, un incrocio dei dati circa il numero di “formati” e il mercato del lavoro? A cosa serve a Enna formare con 500 ore di lezioni 45 cassiere quando la richiesta, se c’è è per uno?

La formazione serve per formare lavoratori secondo la necessità delle aziende o per dare occupazione ad insegnanti ed istruttori?