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Caso Genchi. Il direttore di Antimafiaduemila scrive una lettera aperta del direttore di ANTIMAFIADuemila al Capo della Polizia Manganelli

[1]Giorgio Bongiovanni, direttore di Antimafiaduemila, scrive al Capo della Polizia Antonio Manganelli, a seguito della lettera di diffida e una serie di addebiti contestati dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno con la quale – secondo Bongiovanni – si vuole impedire al Dott. Gioacchino Genchi, in qualità di consulente e di perito dell’Autorità Giudiziaria e, ora, di indagato della procura di Roma, di difendersi legittimamente dalle violente, infondate ed illecite accuse perpetrate ai suoi danni.

Bongiovanni denuncia una vera e propria persecuzione mediatico -politico-giudiziaria basata sul nulla giuridico, così come hanno dimostrato le indagini condotte dalla procura di Salerno e riportate in un documento (il decreto di sequestro probatorio sfociato nelle perquisizioni dello scorso 2 dicembre) ritenuto perfettamente legittimo dal Tribunale del Riesame di Salerno.

Bongiovanni chiede inoltre a Manganelli di attivarsi presso gli uffici del dipartimento di P.S. per impedire che vengano attuati provvedimenti disciplinari di per sé pericolosi che potrebbero anche, compromettere le importanti indagini in corso per le quali il Dott. Genchi svolge ancora la sua attività di consulente.
Conclude la lettera di Bongiovanni, auspicandosi un riscontro da Manganelli, affermando di poter serenamente dichiarare che i provvedimenti disciplinari enunciati dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, se attuati, correrebbero il rischio di contribuire al rafforzamento di un vero e proprio clima di regime. Che già si respira e che rischia di riportare il nostro Paese agli anni bui del fascismo.